lunedì, Gennaio 24, 2022
HomeInchieste e storia della camorraQuando il boss del Vomero si rifugiò alla Sanità

Quando il boss del Vomero si rifugiò alla Sanità

Coinvolto nell’inchiesta SMA Campania, Andrea Basile lasciò temporaneamente il comando a un giovane affiliato e si nascose nel territorio dei Ferraiuolo

Un duplice evento costrinse il ras Andrea Basile a ‘cedere’ il trono del comando del clan Cimmino-Caiazzo. Una perdita temporanea del potere da parte dell’uomo scelto da Luigi Cimmino, causata per lo più dai colpi delle indagini degli inquirenti sulla malavita napoletana. Lo si apprende dall’ordinanza che a ottobre ha portato in carcere 46 affiliati ai clan Cimmino e Lo Russo. Tutto avvenne nel 2018 dopo la scarcerazione di Andrea Teano, affiliato storico del clan e fedelissimo di Maurizio Brandi.

Teano, secondo quanto emerso dalle indagini delle forze dell’ordine, pretese dai suoi sodali, in virtù dei suoi pregressi carcerari e della discendenza criminale da Brandi, un ruolo apicale all’interno dell’organizzazione. Pretese che non erano viste di buon occhio dagli attuali reggenti. In quel periodo però il ras Basile, insieme a Giovanni Caruson, Lucio Varriale e Abramo Varriale erano nel mirino degli inquirenti e degli organi di stampa che divulgarono la notizia della loro inclusione nell’indagine riguardante lo SMA Campania (società in house della Regione Campania). Indagini, riferisce il gip, che spinsero Basile e Caruson, destinatari di perquisizioni, ad apparire più defiliati rispetto all’intero contesto associativo e a sfruttare l’ambizione del fedelissimo di Brandi.

«In sostanza – si legge negli atti – avendo l’esigenza di “defilarsi” dagli affari per così dire “correnti” del clan, Basile demandava a Teano la gestione degli affari riservandosi l’esercizio delle estorsioni di sistema (gli appalti pubblici presso i nosocomi vomeresi) raggiungendo così un duplice scopo: allontanarsi dal Vomero per un certo periodo, trovando rifugio nel territorio ‘protetto’ dalla famiglia Ferraiuolo e scongiurare eventuali scontri con Teano». Secondo il ras, infatti, una guerra o comunque uno scontro con Teano in quel momento era del tutto inutile e inopportuna. Basile decise così di nascondersi a poca distanza, nel rione Sanità per eludere eventuali arresti scaturiti dall’indagine ‘SMA Campania’.

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