Scarcerazioni, racket e omicidi cambiano gli equilibri criminali tra Napoli, Secondigliano e Monti Lattari.
I sessantenni rimettono piede nei quartieri
I vecchi boss sono tornati a casa. Dopo lunghe condanne hanno ritrovato quartieri cambiati, nuovi gruppi e ragazzi poco inclini a cedere il comando. Dalla periferia di Napoli ai Monti Lattari, ogni scarcerazione può spostare i rapporti di forza, scrive Leandro Del Gaudio sul quotidiano “Il Mattino”.
Gli investigatori seguono racket, stese, agguati e summit. Fino a poco tempo fa i riflettori erano puntati sulle paranze di giovanissimi. Ora quelle leve devono fare i conti con uomini cresciuti dentro organizzazioni dotate di memoria, relazioni e antichi codici di potere.
La richiesta di denaro entra in uno studio legale
A Secondigliano un pregiudicato avrebbe chiesto a un avvocato civilista «un regalo per i compagni in cella». Il professionista non si è piegato. Ha preso tempo, avvisato la squadra mobile e poi ricevuto nuovamente l’uomo nel proprio ufficio.
Questa volta, tra i clienti sedevano alcuni agenti in borghese. Quando è arrivata la seconda richiesta di sostegno «per gli amici del quartiere», i poliziotti sono intervenuti. L’indagato, ritenuto vicino al clan Cesarano, è stato arrestato.
Cesarano non è indagato
Giovanni Cesarano non risulta coinvolto nella tentata estorsione. La sua recente scarcerazione viene comunque osservata dentro il sottobosco criminale cresciuto attorno al vecchio feudo. Gli inquirenti seguono persone, contatti e segnali prodotti dal ritorno dei ras.
Sul gruppo, Stylo24 aveva già ricostruito l’inchiesta per usura ed estorsione. La vicenda si inserisce nella lunga storia dell’Alleanza di Secondigliano, cartello sopravvissuto ad arresti, faide e scissioni.
I ragazzi non riconoscono più il vecchio rango
La tensione potrebbe essere esplosa anche durante la notte bianca di Secondigliano, quando alcuni colpi furono sparati tra le bancarelle. Gli investigatori valutano l’ipotesi di una frizione tra boss tornati liberi e giovanissimi che non intendono chinare il capo.
Pietro Licciardi junior e altri esponenti riconducibili alla vecchia alleanza sono di nuovo sul territorio. La Direzione investigativa antimafia ha documentato nel tempo la capacità di queste reti di rigenerarsi, intrecciando clan diversi attorno agli stessi affari.
Sui Lattari lo scontro finisce nel sangue
A Pimonte, Raffaele Afeltra è stato ucciso nel proprio territorio a 68 anni. È il terzo omicidio di figure considerate ormai lontane dal circuito criminale e che, invece, potrebbero essere rimaste dentro la contesa tra vecchie gerarchie e nuovi gruppi.
La scelta dell’avvocato di Secondigliano dimostra intanto quanto possa pesare la collaborazione delle vittime. Il Fondo di solidarietà contro racket e usura sostiene chi decide di denunciare. La camorra cambia facce, età e regole. Quando deve riscuotere, però, continua a bussare alle stesse porte.

















