Una veduta di Dubai

di Giancarlo Tommasone

Giunge a un crocevia importante la latitanza di Raffaele Imperiale, ritenuto dagli inquirenti trafficante di cocaina di primo livello, noto alle cronache internazionali soprattutto per i due quadri di Van Gogh ritrovati in un casolare stabiese, in uso alla sua famiglia. Imperiale, come tanti altri italiani inseguiti dalla giustizia, ha scelto Dubai per sfuggire alla cattura, ma nelle scorse ore è successo qualcosa.

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La Camera dei Deputati, infatti,
ha recepito il Trattato
di estradizione tra Italia
ed Emirati Arabi firmato nel 2015

Significa, dunque, che la latitanza di chi si è trasferito nel Paese che si affaccia sul Golfo Persico, è messa in serio pericolo. Toccherà adesso al Senato ratificare il tutto, ma si può già dire che quello degli Emirati Arabi, ormai, per i latitanti, non rappresenta più territorio sicuro. Non è escluso che Imperiale, come molti altri italiani che hanno scelto di rifugiarsi lì, possa virare verso altri lidi, alla ricerca del perdurare della «pace» messo ormai a repentaglio.

Adesso i latitanti potrebbero
pensare di migrare verso altre mete

A Dubai, ricordiamo, si troverebbe ancora (il condizionale è d’obbligo in casi del genere) Gaetano Schettino, il broker della droga del cartello degli Scissionisti di Secondigliano. Di Schettino è stato indicato quale socio proprio Lelluccio Ferrarelle, come viene chiamato all’anagrafe della mala Raffaele Imperiale. Il nome di quest’ultimo, ribadiamo è stato affiancato al genio di Vincent Van Gogh.

I quadri di Van Gogh recuperati a Castellammare

Il giallo sul ritrovamento dei quadri di Van Gogh

I quadri furono rinvenuti alla fine di settembre del 2016, in un casolare del rione Annunziatella di Castellammare di Stabia. Casolare nella disponibilità della famiglia di Imperiale. I finanzieri si imbatterono ne La spiaggia di Scheveningen, del 1882 e ne La chiesa di Nuenen, opera del 1884. I due capolavori erano stati trafugati nel 2002 dal museo di Amsterdam dedicato proprio al pittore olandese. C’è un vero e proprio giallo su quel rinvenimento: a sedici anni di distanza, infatti, non è stato chiarito se le tele del valore complessivo di cento milioni di euro, siano state ritrovate grazie alle dichiarazioni (successive all’arresto) di Mario Cerrone, considerato  «socio in affari di droga e amico» di  Raffaele Imperiale. Oppure se la presenza dei quadri a Castellammare sia stata indicata proprio da Lelluccio Ferrarelle.

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