lunedì, Gennaio 24, 2022
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Quando il boss provò a prendere in giro il procuratore

Il boss Luigi Cimmino provò a ingannare il pm di Napoli inscenando un finto pentimento: voleva solo ottenere i domiciliari e tornare a comandare al Vomero

Il boss Luigi Cimmino cercò di eludere la giustizia con un trucco: nel novembre del 2018 finse di voler diventare un collaboratore di giustizia per affievolire il regime carcerario e il 41 bis. Lo racconta la Procura nell’ordinanza contro i Cimmino e i Lo Russo che ha portato all’arresto di 46 persone. Il boss avrebbe proposto la sua collaborazione al solo fine di ottenere gli arresti domiciliari per poter riassumere il comando del clan. «Proposito miseramente fallito – spiegano gli inquirenti – all’esito dei primi interrogatori esplorativi condotti dalla Procura».

Ma cosa accadde precisamente? Il 9 novembre del 2018 il boss invia una missiva all’allora Procuratore della Repubblica di Napoli in cui afferma di aver «deciso di cambiare vita» e chiede un colloquio «per un interrogatorio preliminare per una futura collaborazione». Un colloquio che il capoclan vorrebbe di persona per una questione di riservatezza «visto lo spessore criminale della mia persona».

Prova anche a convincere il Procuratore: «lei sa che nella zona del vomero non ha collaboratori di giustizia ed io potrei essere il primo e le assicuro che sarà un duro colpo per la zona collinare e non solo». «Sono determinato a collaborare con la giustizia – dice – senza alcun fine diverso da quello porre a una vita criminale della quale sono definitivamente stanco».

Il ripensamento del boss

La collaborazione però è subordinata a due fattori: il primo è che siano d’accordo anche mogli e figli, perché la sua scelta riguarderebbe l’intera famiglia e il secondo la possibilità di ottenere i domiciliari. Un proposito che naufraga presto perché, come spiega egli stesso una settimana dopo, ha «avuto un colloquio con la mia famiglia e i miei familiari hanno rappresentato la loro contrarietà». Un pentimento che però, secondo la Procura, era semplicemente una farsa. Un tentativo di ottenere i domiciliari per poter tornare al Vomero.

Lo si evince dai colloqui intercorsi con la moglie in cui afferma che è «è una mezza collaborazione, hai capito? Per cercare di… scansare, diciamo, questo 41 e per scansare, diciamo, la casa lavoro a 41 a hai capito? Perché ha detto così Piera Farina quando vai là, ha detto, quando hai finito due anni, ha detto, rinnovano altri due anni… hai capito? Dunque il problema ci sta! Perché dice che tiene già altri clienti dei suoi là che non fanno uscire in nessuna maniera!»

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