venerdì, Maggio 27, 2022
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«I boss dei Nuvoletta costretti a chiudersi in casa per paura dei killer»

La lotta nell’area Nord

di Giancarlo Tommasone

All’inizio degli anni Novanta il gruppo dei Polverino, di Marano, si fronteggia con i secondiglianesi, fazione guidata da Paolo Di Lauro e da Raffaele Abbinante. A rendicontare dello scontro (la cosiddetta faida di Mugnano), è stato a più riprese il collaboratore di giustizia, Antonio Ruocco, ex fedelissimo del boss Giuseppe Polverino, alias Peppe ’o barone. Ruocco, nel corso di una deposizione resa il 9 dicembre del 1998, racconta: «Con la morte di Gennaro Di Girolamo (suo nemico giurato, ndr), ucciso nel 1991, ritornai a Mugnano, credendo di avere risolto i conti con i miei rivali. Così non fu, in quanto permasero i contrasti con i gruppi (criminali) di Secondigliano che portarono ad ulteriori azioni reciproche. Con il mio arresto e la mia successiva collaborazione, la mia organizzazione è completamente sparita da Mugnano, da cui comunque già mi ero allontanato a seguito dell’omicidio di mia madre, ritornandoci unicamente per organizzare delitti in danno dei miei rivali».

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Le dichiarazioni del pentito sono allegate alla richiesta di misure cautelari (siglata nel 2009) per 84 persone, tra vertici, gregari e fiancheggiatori del sodalizio maranese. «Due o tre giorni dopo il mio ultimo arresto, avvenuto nell’agosto 1992 – fa mettere a verbale Ruocco – fu ucciso Michele Felaco. Questi era mio cognato ed era organicamente inserito nel gruppo di Giuseppe Polverino, rivestendo anzi in seno a quest’ultimo, un ruolo di spicco. Era infatti il braccio destro di Peppe Polverino. Felaco non si fece coinvolgere in maniera diretta nel contrasto che mi vide opposto a Secondigliano e a Di Girolamo, nel senso che non prese parte direttamente ad azioni militari contro i miei rivali, pur fornendomi appoggio, ed in particolare assicurandomi armi e denaro».

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Il pentito afferma pure che «quando vi fu la mia rottura con Secondigliano, i Nuvoletta pretesero che Felaco non si facesse coinvolgere direttamente nel conflitto che ne derivò».

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Ruocco rendiconta pure circa una sorta di «timore» da parte dei Nuvoletta, nei confronti dei secondiglianesi. «I Nuvoletta allora, oltre a prendere (Felaco) nel loro gruppo, attribuendogli un ruolo di rilievo, cercarono di risolvere i contrasti con Secondigliano e ritengo che ci riuscirono, in quanto si diceva che erano stati costretti a sottomettersi all’altro gruppo ed a chiudersi in casa. Fatto è che questo contrasto tra i maranesi ed i secondiglianesi non si materializzò, anche se rimase tra loro una certa freddezza. I Nuvoletta vollero pertanto evitare che un eventuale diretto coinvolgimento di Felcao nel contrasto tra me e Secondigliano, potesse nuovamente incrinare i rapporti tra la loro organizzazione e quella di Di Paolo Di Lauro e Papele ’e Marano (così come è conosciuto nell’ambiente, Raffaele Abbinante, ndr)», dichiara il collaboratore di giustizia, ed ex capozona di Mugnano, Antonio Ruocco.

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