lunedì, Gennaio 24, 2022
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Il boss, la moglie e la pensione della nonna

Il ras non si fidava dei luoghi pubblici, aveva paura di esser ascoltato da «orecchie indiscrete», ma a «fregarlo» sono state le mura domestiche

In strada, nei bar, nei locali pubblici o privati. Andrea Basile, ras dei Cimmino-Caiazzo, non si fidava. Qualsiasi luogo poteva essere utilizzato per piazzarci una microspia ed esser così intercettato dalle forze dell’ordine e incastrato. Raccomandava «saggiamente» ai propri sodali di non incontrarsi in luoghi pubblici. Luoghi ritenuti pericolosi per la società mafiosa di cui fanno parte. Ma a tradire Andrea Basile, si spiega nell’ordinanza che a ottobre ha colpito il clan, sono state quelle parole pronunciate proprio dove meno se lo aspettava: tra le mura domestiche.

In casa Andrea Basile aveva stabilito il «quartier generale» della sua organizzazione criminale. La sua abitazione, scrivono gli inquirenti, aveva «una funzione essenziale nelle dinamiche del clan: in essa vengono prese le decisioni relative all’andamento delle attività illecite compiute dai sodali che puntualmente si recano presso l’abitazione del “capo” per ricevere direttive e ordini, per riferire ambasciate, per fare il resoconto delle attività giornaliere, per dividere i proventi illeciti».

Proprio quelle mura però hanno disvelato i retroscena della mala collinare

Le forze dell’ordine, con abilità, sono riuscite a intercettare numerose conversazioni e nelle registrazioni avvenute nell’abitazione di Andrea Basile e della moglie si evince in modo chiaro non solo l’attenzione posta dai sodali a tutela dell’abitazione «centro nevralgico degli affari del clan» ma soprattutto il «modus operandi dei soggetti investigati, la loro indole delinquenziale finalizzata ad eludere le attività investigative, nonché la condivisione di progetti e strategie».

Tentativi di eludere le maglie della giustizia, però, completamente inutili visto che da queste conversazioni è emerso finanche la partecipazione attiva e costante di Anna Esposito, moglie di Basile, che all’indomani di una perquisizione domiciliare programma «le “giustificazioni” da addurre qualora le forze di polizia avessero riscontrato all’interno della loro casa la presenza d Salvatore Arena o avessero rinvenuto del denaro». Scuse come quella in cui Salvatore Arena porta il pane al capoclan o come il denaro riferibile alla pensione della nonna.

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