(Nella foto a sinistra l'arrivo delle volanti sul luogo dello scoppio)

Ordigno in via Janfolla, storica roccaforte del clan Lo Russo, torna la paura di una nuova escalation di violenza: giallo sul reale obiettivo dell’attentato

di Luigi Nicolosi

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Le bombe della camorra tornano a squarciare il silenzio delle notti napoletane. Dopo l’attentato di pochi giorni fa contro una panetteria del Vasto, è adesso il turno del quartiere Miano, dove intorno alle 3,30 un potente ordigno artigianale è stato fatto esplodere da ignoti in via Janfolla, storica roccaforte del clan Lo Russo. Piuttosto pesante il bilancio del raid: nessun ferito, ma due auto parcheggiate lungo la strada sono risultate gravemente danneggiate.  

L’allarme è scattato in piena notte, quando le strade del quartiere erano completamente deserte. Con il favore delle tenebre il commando ha dunque piazzato l’ordigno tra due auto lasciate in sosta lungo via Janfolla, una Fiat “600” e una Volkswagen “Passat”. L’esplosione è stata fortissima e ha svegliato di soprassalto decine di residenti. Immediatamente sono partite le prime richieste di intervento alla forze dell’ordine e ai vigili del fuoco. Nel giro di pochi minuti si sono così precipitate sul posto due volanti della polizia di Stato e i pompieri. Domate le fiamme, sono così iniziati gli accertamenti tecnici del caso.

Le due macchine sono risultate di proprietà di due incensurati, senza parentele o amicizie con esponenti della criminalità organizzata. Ascoltati già nell’immediatezza dei fatti, i due malcapitati hanno poi spiegato di non aver mai subito minacce né di essere stati avvicinati da soggetti poco raccomandabili. Ritenendo attendibili le loro dichiarazioni, gli investigatori della Polstato stanno quindi battendo la pista che conduce a una minaccia trasversale: vale a dire, il possibile obiettivo del raid potrebbe essere qualcuno che vive a poca distanza dal luogo dell’esplosione. Qualcuno, con tutta probabilità, imparentato con i vecchi capi del clan Lo Russo che ormai da tempo hanno iniziato a collaborare con la giustizia. È di appena pochi giorni fa, del resto, la notizia che il boss Giuseppe Lo Russo, l’unico dei fratelli ras a non essersi mai pentito, di dissociarsi dai suoi trascorsi di malavitoso.