domenica, Novembre 27, 2022
HomeInchieste e storia della camorraInvece della carriera politica, Borrelli non poteva scegliere quella nei vigili?

Invece della carriera politica, Borrelli non poteva scegliere quella nei vigili?

Affrontato da due persone che gli hanno preso e distrutto il cellulare

di Giancarlo Tommasone

Nel film «Le vie del Signore sono finite», l’immenso Massimo Troisi, che veste i panni di Camillo, un giovane barbiere, parlando di Mussolini e del fatto che dopo il suo avvento al potere i treni arrivassero finalmente in orario, afferma: «Mica c’era bisogno di nominarlo capo del governo, bastava farlo capostazione». Evochiamo questa battuta sublime perché da un po’ di tempo ci chiediamo: invece di scegliere la carriera politica, vista la sua costante e giustissima campagna contro l’illegalità e in particolare contro i parcheggiatori abusivi, il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli, non avrebbe fatto meglio a fare domanda nei vigili urbani e provare a diventare comandante dei caschi bianchi?

Il consigliere regionale affrontato
da due persone mentre
si trovava ai Quartieri Spagnoli

L’ulteriore assist ci viene dall’intervista rilasciata da Borrelli al Corriere del Mezzogiorno, e pubblicata questa mattina. Il consigliere regionale è intervenuto in merito all’ultima aggressione subita da parte di due persone ai Quartieri Spagnoli, che – ha denunciato Borrelli – al culmine di un diverbio, gli hanno preso il cellulare, distruggendolo. A un certo punto, l’autore dell’intervista, sottolinea: qualcuno ha invocato per lei, la scorta. E Borrelli risponde: «Non credo sia necessario, a meno che prefetto e questore non valutino il contrario». Il consigliere, dunque, non ritiene necessaria la scorta, anche non esclude la possibilità che gli venga concessa. E andando avanti di questo passo, può essere pure che gli venga addirittura imposta. Con quale risultato? Quello di sottrarre almeno un paio di tutori dell’ordine al controllo del territorio. Sottolineiamo un concetto, la lotta ai parcheggiatori abusivi, come verso ogni forma di illegalità, è assolutamente sacrosanta e va appoggiata.

Borrelli continua
a fare lo «sceriffo»,
mentre da cittadino,
dovrebbe limitarsi
a denunciare gli episodi
di illegalità alle forze di polizia

Ma il cittadino (come pure dice di essere Borrelli) non si può sostituire alle forze dell’ordine, quando c’è da contestare a chicchessia, che sta infrangendo la legge. Compito del cittadino è quello di denunciare e informare vigili urbani, polizia, carabinieri o chi è, appunto, deputato a far rispettare le regole e ad agire contro chi le infrange. Tra l’altro, Borrelli è un consigliere regionale, un rappresentante dell’istituzione eletto e pagato dalla collettività, per svolgere compito politico e non certo per immolarsi contro i fuorilegge. Di questo passo, Borrelli continua a mettere in serio rischio la propria incolumità, quando lo ribadiamo, il suo compito di cittadino (e crediamo che da consigliere regionale, questo lo sappia bene) è quello di denunciare l’illegalità rilevata, alle forze di polizia. Stop. Nel caso in cui non avesse il numero del comandante dei vigili urbani di Napoli, Ciro Esposito, o magari se lo fosse perso, noi di Stylo24 siamo disposti a fornirglielo. In tal modo potrà informare direttamente lui rispetto agli illeciti che di volta in volta emergono.

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