Gianpiero Falco

Un reale interessamento al problema?

di Gianpiero Falco *

Egregio direttore, nel ringraziarla per la sua pazienza e perseveranza nell’ospitarmi nelle pagine del suo giornale, oggi, come primo pezzo dell’anno, mi vorrei soffermare sulla battaglia che il consigliere regionale Borrelli sta combattendo contro tutti i parcheggiatori abusivi nella città di Napoli. Premettendo che tale fenomeno è sicuramente deprecabile e rappresenta una delle tante espressioni di illegalità diffusa sul nostro territorio, ci sembra che tale attaccamento al problema, che è in definitiva una problematica di Polizia giudiziaria, sia una azione speciosa e soprattutto un’attività volta al carpire un consenso personale e quindi politico, non avendo altro da offrire ai propri elettori. Al riguardo, ci farebbe piacere conoscere l’agenda delle proposte del consigliere in questione e soprattutto vorremmo comprendere se lo stesso é stato attore, in prima persona o per il tramite del suo gruppo, di altre iniziative più consone al suo ruolo di consigliere regionale. Ma questa è una questione di consapevolezza del proprio ruolo politico che manca ai più, quindi figurarsi in Regione Campania che, ad eccezione del Presidente, vede il livello politico appiattirsi sui valori medi nazionali.

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Tornando alla battaglia sulla legalità del parcheggio in città, farei piuttosto delle considerazioni di natura urbanistica e di mobilità presenti sul territorio cittadino che sono la causa di questo fenomeno. Mancanza di parcheggi cronica e mobilità cittadina ridotta al minimo per incapacità manifesta di gestione delle problematiche. A questi problemi di natura tecnica si aggiungono gli annosi problemi di disoccupazione della città di Napoli che nella intermediazione con la risoluzione del problema sosta al cittadino, trovano sostentamento per le proprie famiglie. Trattasi di una illegalità certa e a volte disdicevole, se il pagamento ti viene imposto con tariffa prestabilita, ma in molti casi si tratta di gente veramente in difficoltà esistenziale. E quindi l’accanimento verso questi personaggi espulsi dalla società ci sembra astioso e soprattutto istigativo ad azioni certe, di violenza.

Ma chi ritiene questo come il male principale è a conoscenza che trattasi di reati, come dicevamo, di polizia giudiziaria e che semmai dovrebbe essere il sindaco o qualche assessore al ramo del Comune di Napoli a sollecitare tale inasprimento? Cosa che ovviamente, non avviene data la mancanza gestionale sulla sosta e sulla mobilità da parte dello stesso Ente. Ebbene, a tal punto sarebbe il caso di specificare a chi chiede un Piano Marshall per debellare questo fenomeno, che tale terminologia è riferita ad un piano economico di sviluppo. Proprio quello che manca sul nostro territorio cittadino. E non può essere riferito ad una azione repressiva, così come si intende nella intervista letta.

Per quanto riguarda la situazione di degrado della nostra città, solo con una rivisitazione del modello si potrà raggiungere un livello di sviluppo tale da debellare o legalizzare i meritevoli di attenzione, in cooperative di lavoro e gestione della sosta. E questo per parcheggi da realizzare in stile modello Barcellona ad esempio. Più Parcheggi, miglioramento del trasporto su gomma e su ferro, ma anche investimenti per ridurre il gap con le altre città sostenibili e miglioramento della qualità della vita. Solo così, e non con la repressione, si potrà iniziare un percorso virtuoso di sviluppo. Repressione che chiaramente dovrà abbattersi su chi, invece, rappresenta i clan nell’espletamento di tale funzione. Ma per questo c’è e ci sarà sempre l’autorità giudiziaria a sorvegliare.

Chi fa politica deve risolvere i problemi dei cittadini, non crearne altri. Ma si è mai pensato, da parte di questi grandi soloni, che cosa sarebbe successo se gran parte di questi contravventori non avesse avuto la possibilità di tirare a campare? Ci sarebbero stati presumibilmente altri reati di natura peggiorativa rispetto al parcheggio abusivo o no? Queste sono cose che non vengono valutate solo da chi ha una posizione sociale di benessere diffuso, da chi non conosce la realtà della nostra città dì Napoli, capace di produrre situazioni invece di povertà assoluta.

Situazione che il consigliere Borrelli dovrebbe eliminare con proposte politiche di sviluppo e non di repressione. Quella spetta all’autorità giudiziaria. O forse queste girate di telefonini sono per captare la benevolenza di eventuali elettori che chiedono più sicurezza? Ma la sicurezza la si gestisce, caro mio, abbassando principalmente furti e rapine etc, non facendo la guerra senza quartiere a dei poveracci. Per quelli invece non poveracci e strumentali alla camorra ci sono le nostre ottime forze dell’ordine.

Si contribuisca ad aumentare il livello della politica, si esca da questo provincialismo amministrativo.

Gianpiero Falco,
delegato allo Sviluppo Regionale di Confapi Campania.