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I reati più frequenti sono il taccheggio organizzato (91%) e le intrusioni notturne (69%)

Lombardia, Lazio, Piemonte e Campania sono le regioni più colpite dalle attività criminali di gruppi organizzati (organised retail crime) a danno di aziende che si occupano di vendita al dettaglio e di grande distribuzione, un fenomeno molto diffuso con un forte impatto economico e sulla sicurezza dei lavoratori.

Lo accerta uno studio condotto da Crime&tech, spin-off di Università Cattolica del Sacro Cuore – Transcrime, in collaborazione con l’associazione Laboratorio per la Sicurezza. Lo studio ha analizzato l’incidenza e le caratteristiche di questa tipologia di attività criminali in Italia. Le informazioni sono state raccolte tramite un questionario anonimo somministrato ad un campione di 43 aziende che operano nel settore retail e della grande distribuzione organizzata. I reati più frequentemente registrati sono il taccheggio organizzato (91%) e le intrusioni notturne (69%). Molte anche le frodi con mezzi di pagamento, furti di merce in transito e frodi online. I prodotti maggiormente rubati sono di norma di alto valore o facilmente rivendibili come capi di abbigliamento, alcolici ed elettronica. In alcuni casi, però, sono stati rubati generi alimentari come formaggi, salumi o scatolame, anche in questo caso probabilmente destinati alla rivendita.

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Generalmente dietro queste attività criminali ci sono bande con un livello di “professionalizzazione criminale” elevato. L’impatto dei furti è in parte stato attenuato a seguito dell’introduzione delle misure di contenimento del Covid, ma il 74% degli intervistati sottolinea come sia prevedibile aspettarsi un futuro adattamento delle organizzazioni criminali alle nuove condizioni post-emergenza. In particolare, si può ipotizzare un incremento dei reati connessi alla crescita dell’e-commerce.

“I risultati dello studio suggeriscono come sia importante per i retailer e le aziende di servizi cercare di migliorare la raccolta e l’analisi di dati affidabili sugli episodi criminali. – spiega Ernesto Savona, direttore di Transcrime e amministratore delegato di Crime&tech – Inoltre è importante adottare strumenti analitici che facilitino il monitoraggio delle transazioni o delle controparti e che permettano di valutare e prevedere la serialità degli episodi criminali e la vulnerabilità delle aree e dei punti vendita”