Davide Bonavita; una coppia di biglietti per l'Alleanz Stadium

I messaggi a Stylo24: napoletani, state attenti a questo personaggio

«Napoletani, state attenti a questo personaggio; non solo ha preso in giro gli ex appartenenti al gruppo True Boys, ma altre decine e decine di tifosi, tra cui ci sono molti giovani, perfino dei bambini». E’ solo uno dei tanti messaggi inviati alla nostra redazione, da quando abbiamo fatto emergere la singolare storia di Davide Bonavita (42enne originario di Ottaviano) infiltrato per sei anni tra gli ultras della Juve (Stylo24 è stato il primo giornale a pubblicare la notizia). Oltre ai messaggi, attraverso telefonate ed e-mail, i supporter bianconeri, si sono detti più che delusi, «raggirati e traditi moralmente» da Bonavita. «Da noi non ha mai preso un soldo, ma mi dispiace per i ragazzi dei gruppi di Germania, Malta, e del resto d’Italia, che sono caduti nella rete del millantatore e che ci hanno rimesso anche del denaro», ci ha spiegato Alessandro De Amicis.

La notizia in anteprima di Stylo24 / Juve, il leader
dei True Boys: sono tifoso del Napoli, infiltrato da 6 anni

Nel corso degli ultimi 11 mesi, il 51enne di Brescia, ha ricoperto il ruolo di portavoce nazionale dei True Boys. Il 17 novembre, però, ha sciolto il direttivo, decretando di fatto, la morte del gruppo. «La prima cosa che ho fatto, quando ho appreso della sceneggiata messa su da quel personaggio, è stata buttare via la felpa dei True Boys e ho pensato a tutti quei ragazzi che acquistando merchandising ‘griffato’, gli hanno fatto guadagnare del denaro». In effetti, secondo quanto racconta De Amicis, una felpa era venduta a 35 euro. Facendo un giro sui siti on line che forniscono il servizio di stampa su capi di abbigliamento, ci si renderà conto che le spese di produzione (soprattutto se ci riferiamo ad ordinativi da centinaia di pezzi) sono veramente irrisorie. La felpa può arrivare al massimo a costare 10 euro, ma «lui la rivendeva a 35. Il margine di guadagno maggiore, però, c’era sui biglietti, che Bonavita rivendeva», spiega ancora De Amicis. A riprova di ciò, c’è anche quanto viene inviato da un altro tifoso, che però sceglie l’anonimato. Il supporter bianconero allega la foto di una coppia di biglietti e il testo di una conversazione, lui afferma, che avrebbe scambiato con Bonavita su WhatsApp. La somma dei due tagliandi ammonta a 231 euro, ma per il servizio, vale a dire «lavorazione, tassa per la biglietteria e 10 euro per il gruppo», bisogna far pagare per i biglietti, «150 euro all’uomo e 120 alla donna».

L’esclusiva di Stylo24 / «Alberto Pairetto
mi ha dato 7.500 biglietti, ci guadagnava il 20%»
Le parole di Davide Bonavita
La risposta dell’Ufficio Stampa
della società Juventus Fc

Fanno in totale 270, una «cresta» di 39 euro. Altro dramma per i tifosi raggirati è quello dei tatuaggi. «E adesso cosa faranno quei ragazzi che si sono fatti tatuare sul braccio, sul polpaccio o su altre parti del corpo, il simbolo dei True Boys, e sono segnati a vita dall’infamia di un infame?», si chiede, invece, Emiliano, di Cosenza. La tensione sale e c’è anche il timore di rappresaglie nei confronti non solo degli ex True Boys (vittime, lo ribadiamo, in questa vicenda), ma soprattutto di Bonavita, che è diventato in qualche ora il nemico numero uno di tutti gli ultras bianconeri. Sarebbero non pochi a volergliela far pagare. Nel corso dell’intervista esclusiva che ci ha concesso ieri, l’infiltrato ha sottolineato di non temere eventuali reazioni da parte delle frange estreme dei supporter juventini.  Concludiamo con il messaggio di un altro ex del gruppo organizzato: «True Boys, noi ragazzi veri ingannati da un falso. Ad avere vergogna deve essere lui e non noi che siamo sempre gli stessi».