L’odissea di un 40enne napoletano, partito ai primi di marzo per una vacanza.

Doveva essere una vacanza spensierata tra le bellezze delle Filippine e della Thailandia, si è trasformata in un incubo. Quello che sta vivendo Luca Angelo D’Aloia, 40enne napoletano che vive e lavora a Torino, all’Agenzia delle Entrate. Ma che dal 6 marzo, giorno in cui il suo aereo è decollato in direzione Manila, dove ad attenderlo c’era un’amica conosciuta in Piemonte, non può fare ritorno a casa.

A raccontare la sua vicenda è il sito Napoli Today, attraverso un articolo del collega Nicola Clemente, che lo ha sentito e ha riportato la sua richiesta di aiuto. “Ci tengo a precisare che quando sono partito, la situazione in Italia non era così compromessa, l’allarme era ancora sottostimato e le Filippine avevano casi che si contavano sulle dita di una mano”. Ventidue giorni dopo è stato dichiarato lo stato di emergenza da Coronavirus, con 707 positivi e 47 morti. E non ci sono più voli per l’Italia.

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“C’è la disorganizzazione più totale. L’ambasciata italiana non organizza voli, ma si accoda a quella tedesca. Dopo giorni, a fatica, la Farnesina mi ha risposto che c’è solo un volo da Manila via Bangkok per Roma, ma il problema è che – sottolinea – sono bloccato su quest’isola, con i traghetti per la terraferma e i voli interni che sono bloccati”.