giovedì, Agosto 18, 2022
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Droga trasportata in ambulanza, 56 arresti: in manette anche Valentino Gionta

L’organizzazione, che si riforniva da affiliati o elementi legati alla cosca egemone a Torre Annunziata, utilizzava un mezzo del 118 per consegnare quantitativi di stupefacente.

I Carabinieri del Comando Provinciale di Salerno hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari personali, emessa dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Salerno su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia che ha disposto l’arresto di 56 persone, 35 dei quali sottoposti a custodia in carcere e gli altri collocati agli arresti domiciliari. Le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione abusiva di armi clandestine. L’operazione, denominata “DELIZIA” (dall’attivita’ commerciale, “delicious”, di proprieta’ del capo promotore del sodalizio e della consorte, vera e propria base logistica per le condotte criminose), ha visto impegnati oltre 350 Carabinieri supportati da elicotteri, unita’ cinofile e squadre dell’organizzazione mobile e si e’ svolta nelle province di Salerno e Napoli; ha previsto, oltre all’esecuzione delle misure cautelari, numerose perquisizioni personali e locali a carico degli arrestati e di altri indagati in stato di liberta’ nell’ambito della medesima indagine.

Il provvedimento eseguito si basa sulle risultanze di un’articolata indagine condotta a partire dal mese di settembre 2020, dai Carabinieri di Pagani (supportata dal Reparto Territoriale di Nocera Inferiore) nei confronti di un’organizzazione dedita al commercio, all’ingrosso e al dettaglio, di notevoli quantitativi di sostanze stupefacenti (soprattutto cocaina, crack e hashish) sia nei comuni dell’Agro nocerino-sarnese, che in numerosi altri comuni dalla provincia tra cui Cava de’ Tirreni, Amalfi, Battipaglia, Eboli ed altri minori. L’indagine si e’ sviluppata mediante intercettazioni telefoniche e ambientali, attivita’ di osservazione video, analisi di tabulati telefonici, servizi di pedinamento, acquisizione di atti ed accertamenti vari ed e’ partita dal centro abitato di Pagani. Documentata la ricorrente presenza di noti assuntori di sostanze stupefacenti. I militari hanno acclarato come la meta di tali visite fosse esattamente l’abitazione di uno degli arrestatati.

Il sodalizio si muoveva avvalendosi di una pluralita’ di canali di rifornimento riconducibili a qualificati contesti criminali di matrice camorristica radicati rispettivamente a Pagani e nella provincia di Napoli. Tra i principali stabili fornitori sono stati individuati soggetti appartenenti o legati alla famiglia Gionta di Torre Annunziata. E in manette è finito proprio Valentino Gionta, classe 1983, nipote dell’omonimo classe 1953, figura apicale della cosca oplontina, arrestato dai carabinieri del reparto operativo di Varese che stavano controllando i suoi spostamenti. Gionta jr, che si trovava in visita dalla madre a Cardano al Campo, in provincia di Varese, è stato preso in un ristorante a Milano.

Nel corso delle indagini sono state effettuate perquisizioni personali e locali e conseguenti sequestri di sostanze stupefacenti (per oltre Kg 5 circa di cocaina e oltre Kg 3 circa di hashish) con contestuale arresto in flagranza del reato di complessivi 15 persone per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacenti, nonche’ numerosi altri sequestri amministrativi a carico di acquirenti-assuntori e correlate segnalazioni alla Prefettura di Salerno ex art. 75 D.P.R. 309/90.E’ stato calcolato un flusso di introiti per l’organizzazione ammontante a non meno di 5.000.000 di Euro annui.

La droga trasportata in ambulanza con i pazienti

L’organizzazione utilizzava anche una insospettabile ambulanza per trasportare la droga. L’autista, che è agli arresti domiciliari, recapitava grosse partite di droga mentre trasportava sull’ambulanza ignari ammalati, compreso, in un caso, un paziente da sottoporre a dialisi. La banda spacciava principalmente cocaina, crack, e hashish nei Comuni dell’Agro nocerino-sarnese, a Cava de’ Tirreni, Amalfi, Battipaglia, Eboli, ed altri centri più piccoli e si riforniva da clan camorristici del Salernitano e della provincia di Napoli.

Per comunicare gli spacciatori evitavano l’ uso del telefono ed utilizzavano canali telematici criptati. Le indagini sono partite da un giro di noti e abituali consumatori di droga che si recavano a casa di Giacomo De Risi, 38 anni, di Pagani (Salerno), un pregiudicato arrestato oggi che era già ai domiciliari per precedenti specifici. De Risi viene ritenuto dagli investigatori il promotore e l’organizzatore del traffico di droga nel Salernitano.

La banda si riforniva da affiliati o elementi legati al clan Gionta, in particolare Valentino Gionta, nipote dell’ omonimo boss, e suoi affiliati e referenti; come Nicola Fiore, 46 anni di Pagani, detto “O” pallino”. Fiore è un pregiudicato con precedenti per tentato omicidio, associazione di tipo mafioso, estorsione, reati in materia di armi e droga, già affiliato al disciolto clan Contaldo, una cosca locale che era collegata alla “Nuova Famiglia”; e, ancora, ad altri spacciatori di Pagani collegati con i clan locali o imparentati con loro esponenti come Giuseppe D’Auria, 29 anni, anche lui di Pagani. D’ Auria è nipote di Giuseppe Olivieri, un elemento di primo piano della camorra dell’Agro nocerino-sarnese degli anni ’80, referente della “Nuova Famiglia”, ucciso in un agguato camorristico il 25 giugno 1990.

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