Gli stupefacenti erano venduti anche nel campus di Fisciano.

Scoperto un ingente giro di approvvigionamento di sostanze stupefacenti nel Salernitano. Dalle prime ore di questa mattina, tra Nocera Inferiore, Pagani, Castel San Giorgio, Mercato San Severino, Nocera Superiore e Nola, i carabinieri del comando provinciale di Salerno con il supporto del nucleo cinofili di Sarno hanno eseguito, sulla locale Direzione Distrettuale Antimafia, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 14 indagati ritenuti responsabili a vario titolo di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Sono stati anche eseguiti quattro decreti di perquisizione locale nei confronti di altrettante persone coinvolte a vario titolo per gli stessi reati. La complessa indagine condotta dal nucleo investigativo è stata avviata nel novembre 2016 approfondendo una precedente attività della compagnia di Mercato San Severino.

L’indagine ha permesso di ricostruire l’esistenza di una fitta rete associativa che coinvolgeva una pluralità di persone dedite allo spaccio di sostanze stupefacenti, cocaina, crack ed eroina, operativa nell’area nord della provincia salernitana, con cessioni effettuate non esitando di portare al seguito, talvolta, un bambino, figlio di un indagato. Gli indagati erano divisi in due gruppi criminali, uno operante tra Nocera Superiore, Pagani e comuni limitrofi e l’altro a Castel San Giorgio con la frequenti rifornimenti di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti direttamente a Scampia, Castel Volturno e a Pagani da un soggetto pregiudicato vicino agli ambienti del clan camorristico Fezza D’Auria Petrosino. Nel corso dell’indagine, una persona è stata arrestata in flagranza, diversi assuntore di droga sono stati segnalati alla Prefettura di Salerno e sono stati sequestrati 100 grammi di cocaina. Tra gli aspetti più rilevanti vi è l’utilizzo di minorenni a protezione dell’attività di spaccio.

Secondo il Sostituto procuratore della DDA, Vincenzo Montemurro, titolare dell’indagine: “oltre ad un minore già tratto in arresto, ci sono altri minori utilizzati inconsapevolmente per l’attività di ausilio all’organizzazione criminale, motivo per il quale una serie di atti e di conversazioni telefoniche sono state trasmesse al Tribunale dei Minorenni per le valutazioni in ordine alla tutela dei minori stessi”. Altro aspetto rilevante è che una delle piazze principali era il campus universitario di Fisciano ma che grande è stata la “collaborazione dei soggetti assuntori, universitari. Forse – ha aggiunto Montemurro – quando si sono resi conto di essere di fronte ad uno scenario di criminalità organizzata in divenire, in loro è maturata anche una diversa forma di collaborazione con l’autorità giudiziaria che è stata molto importante”.

“Questa collaborazione – ha ribadito anche il comandante provinciale dei Carabinieri Gianluca Trombetti – ci ha consentito di scoperchiare un vaso di pandora all’interno del quale abbiamo individuato parecchi episodi di spaccio. Il campus universitario è una delle piazze individuate. L’area geografica di interesse è davvero molto ampia”.