Salvatore Nurcaro

LA MALA DELL’AREA EST Il capopiazza dei Reale accusato per lo stesso reato in due diversi processi

Stesse accuse in due diversi processi, per tale motivo cade la misura cautelare eseguita a metà maggio scorso nei confronti di Salvatore Nurcaro, considerato capopiazza dei Reale per lo spaccio di sostanze stupefacenti. Secondo quanto sono riusciti a evidenziare i difensori dell’uomo, il materiale accusatorio riportato nell’ordinanza eseguita lo scorso 17 maggio, è in pratica lo stesso di quello che ha innescato il precedente arresto di Nurcaro. Accogliendo, dunque, la tesi della difesa, il Tribunale del Riesame lo ha scagionato dall’accusa di associazione mafiosa.

Nurcaro è stato destinatario di misura cautelare, insieme ad altri 36 soggetti, ritenuti a vario titolo legati al sistema malavitoso di San Giovanni a Teduccio. Ma l’uomo è noto pure per essere stato il reale obiettivo dell’agguato in Piazza Nazionale, che il 3 maggio del 2019, coinvolse due passanti, la piccola Noemi (di soli quattro anni) e sua nonna.

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Le due furono raggiunte da pallottole vaganti, si trovarono sulla linea di tiro di Armando Del Re, che sparò all’impazzata contro Nurcaro. Alla fine si contarono tre feriti, i più gravi furono il target del raid (Nurcaro, appunto), e la bimba, letteralmente strappata alla morte dai medici dell’ospedale Santobono. La notizia relativa all’annullamento dell’ordinanza per Nurcaro, è stata riportata dal quotidiano Il Roma.

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