La camorra investe in bitcoin

di Giancarlo Tommasone

Lo scambio di beni e di servizi attraverso la moneta (come i più la intendono), nel prossimo futuro, potrà essere affidato ai bitcoin, con le dovute garanzie? E’ quanto si chiedono imprenditori e utenti che, per molti versi si trovano spesso davanti a una scommessa. Una scommessa che spera di poter vincere il manager Marco Cocurullo, il primo ad avviare transazioni in bitcoin, presso l’hotel Gocce di Capri a Massa Lubrense (solo una delle numerose strutture che gestisce). Ma anche Federalberghi Napoli sta studiando per adeguarsi alla nuova modalità. Al momento da parte degli associati non è stata data ancora alcuna comunicazione, ma la vicenda viene affrontata con attenzione e non è escluso che già ci sia chi abbia deciso di seguire la linea segnata da Cocurullo.
Sui rischi legati alla transazione attraverso l’utilizzo della moneta ‘informatica’, abbiamo ascoltato Livio Varriale, esperto in materia ed autore del libro ‘La Prigione dell’umanità’, edito da Minerva. «Praticamente, dal punto di vista della transazione economico-finanziaria, il rischio è quasi nullo – afferma Varriale – Naturalmente il consiglio è quello di chiudere il tutto entro il primo quarto d’ora, perché dopo 15 minuti dalla partenza, la transazione può essere annullata». Per farci intendere, nel caso una persona abbia un bene da vendere e decida di farsi pagare in bitcoin, per non trovarsi a stringere un pugno di mosche, è auspicabile che riceva il pagamento entro il limite stabilito. Poco affidabile, invece, secondo Varriale, il bitcoin dal punto di vista della segretezza. E’ opinione comune che sia tutelata la privacy di chi usi tale tipo di moneta, ma avviene il contrario. Ciò in virtù del fatto che la modalità tutela fortemente la sicurezza informatica.

Il bitcoin è una moneta ‘finita’. «Entro il 2020 dovrebbe avvenire lo stop per l’emissione di bitcoin. Gruppi si starebbero già organizzando per acquistare la moneta e per poi deciderne il mercato», dichiara Varriale. Quindi nell’immediato futuro potremmo assistere a un aumento del valore della moneta. «Rischi sono relativi all’impatto ambientale, poiché per la creazione e la transazione in bitcoin c’è bisogno di un grande dispendio di energia e di impiego di server – continua Varriale che poi conclude – Dal punto di vista invece della sostituzione del pagamento con carte di credito a vantaggio di quello effettuato con bitcoin, questo già sta avvenendo da tempo».  Del resto un altro rischio in cui si potrebbe incorrere è il fatto che investire in bitcoin, è come investire in beni di rifugio, con tutte le indicazioni e controindicazioni che comporta una scelta del genere, relativamente alle oscillazioni del mercato.