Una fase della demolizione dell'ex Birreria Peroni di Miano

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di Giancarlo Tommasone

I cantieri, in virtù di proroghe e ritardi, dovrebbero essere chiusi entro il 2020. Nell’arco dell’anno in corso dovrebbero essere consegnate le opere pubbliche, mentre per quelle private (il centro polifunzionale) bisognerà attendere qualche mese in più. E’ la storia della riconversione dell’ex Birreria Peroni di Miano, affidata al gruppo Cualbu, committente dei lavori.

Una vicenda sulla quale si sono
accesi i riflettori della politica,
e che è stata affrontata pure
in Commissione Trasparenza
a Palazzo San Giacomo,
alla fine di novembre del 2018

Anche se, al termine della riunione, non sono state date risposte esaustive. La Commissione era stata chiamata soprattutto a fare luce sull’aspetto dei canoni per le opere di urbanizzazione (a scomputo) e il loro presunto mancato versamento nelle casse comunali. Dalla delibera comunale 529 del 2012, si evince che l’ammontare di detti oneri  – dovuti dal gruppo Cualbu al Comune di Napoli – è fissato a 4.990.770,04 euro. Secondo quanto è stato possibile accertare, agli atti del Municipio, però, non ci sarebbe il contratto per le opere di urbanizzazione stipulato tra azienda committente e ditte appaltatrici. Da ciò che risultò (a novembre scorso) a Stylo24, l’importo delle opere affidate sarebbe potuto essere inferiore ai  detti 4 milioni e 990mila euro (importo riportato nella delibera 529).

Ciò significa che una volta concluse
le opere di urbanizzazione,
il gruppo Cualbu dovrebbe versare
la differenza tra i 4 milioni e 990mila euro
e i costi dei lavori che sono stati effettivamente realizzati

Fu proprio per ricevere chiarimenti su tale versante, che i  consiglieri comunali Salvatore Guangi (FI) e Marco Nonno (FdI) avevano sollecitato la riunione. Delucidazioni sul caso sollevato, che effettivamente, non sembrano esserci state.

Ed allora, a distanza di più di tre mesi dalla riunione in Commissione Trasparenza, i rappresentanti in Consiglio di FI e FdI hanno prodotto un nuovo documento, attraverso il quale chiedono «chiarimenti in ordine agli oneri di urbanizzazione riferiti ai lavori del complesso area ex Birreria Miano».

La nuova «interpellanza»
di Guangi (FI) e Nonno (FdI)

Attraverso lo scritto indirizzato al responsabile comunale del Servizio Urbanistica, al rup (responsabile unico del procedimento) e al Servizio Edilizia privata, Guangi e Nonno chiedono «se i lavori realizzati a scomputo del pagamento dovuto per gli oneri di urbanizzazione hanno corrispondenza con le somme dovute come per legge. Infatti, se così non è (non fosse), gli scriventi si domandano come mai sia stato (o sia) possibile rilasciare l’agibilità propedeutica all’apertura del complesso commerciale (La Birreria, ndr)». Guangi e Nonno restano in attesa di riscontro alla loro «interrogazione», sottolineando che le richieste di acquisizione delle notizie e degli atti «di cui innanzi, sono finalizzate ad eventuali ulteriori approfondimenti in altre sedi».

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