Il centro commerciale di Piazza Madonna dell'Arco, nel quartiere di Miano a Napoli

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di Giancarlo Tommasone

C’è bisogno di chiarimenti, si continua a chiedere di fare luce sul caso del centro polifunzionale «La Birreria» di Miano, che dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) aprire i battenti il prossimo 24 aprile.

I lavori del complesso commerciale
di proprietà del Gruppo Cualbu
sono stati completati

In corso di realizzazione, secondo quanto più volte denunciato dai consiglieri Marco Nonno (FdI) e Salvatore Guangi (FI), invece, ci sono le opere pubbliche, quelle connesse ai cosiddetti oneri di urbanizzazione. Si discute sulla congruità del valore delle opere, e ultimamente si sono accesi i riflettori  sull’entità dei costi complessivi di realizzazione de «La Birreria». Perché proprio sui costi complessivi si  calcola la percentuale (10-12%) di detti oneri di urbanizzazione.

Che tradotto,
significa soldi
che dovrebbero entrare
nelle casse
del Comune di Napoli

Nelle scorse ore richiesta di chiarimenti è stata rivolta anche alla Regione, attraverso un documento a firma di Nonno e Guangi indirizzato all’assessore all’Urbanistica, Bruno Discepolo, all’assessore al Bilancio, Ettore Cinque, e al presidente della Giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca. Rilevato, è scritto nel documento, che «le norme in materia regolamentano in maniera definitiva il costo degli oneri di concessione spettanti ai soggetti i quali hanno eseguito le opere di trasformazione urbana; che la ditta affidataria dei lavori, Cualbu, ha affermato di aver pagato gli oneri di concessione sulla base delle opere realizzate, costi che ha dichiarato essere pari a 17 milioni di euro», ci si interroga su una questione, quella relativa ai fondi europei.

La richiesta di chiarimenti
rivolta alla Regione
da parte dei due
consiglieri comunali di opposizione

I consiglieri Nonno e Guangi, chiedono infatti, di sapere «se corrisponda al vero, che la predetta ditta affidataria Cualbu, relativamente al complesso commerciale area ex Birreria Miano, abbia avuto accesso alle risorse regionali per un importo di circa 30 milioni di euro del fondo Jessica per il Sostegno europeo congiunto per investimenti sostenibili nelle aree urbane perché appare evidente che se così fosse, gli oneri di concessione dovuti dalla società Cualbu al Comune (di Napoli) dovrebbero essere calcolati, appunto sul predetto importo di 30 milioni di euro». A questo punto, però, giova spiegare, per completezza di informazione, a cosa ci si riferisce, quando si parla di fondi Jessica (acronimo di Joint european support for sustainable investment in city areas).

Si tratta di un’iniziativa
della Commissione europea,
realizzata in partnership con Banca europea
per gli Investimenti, che promuove
lo sviluppo urbano sostenibile

L’iter per far giungere i fondi alle aziende committenti si snoda attraverso questi step: l’Unione europea mette a disposizione le risorse, che passano alle Regioni. Gli enti regionali non possono erogare direttamente i fondi, ma si servono di un advisor (un consulente) che solitamente è rappresentato da un istituto di credito.

Nel caso dei fondi Jessica per la Campania (e dunque anche per la Birreria di Miano) l’advisor è Banco Napoli-Banca Intesa San Paolo. Chiariti i passaggi dell’iter, bisogna sottolineare che nel caso in cui ci fosse un problema per l’appalto (legato ad esempio, a ritardi nella consegna delle opere, mancato pagamento degli stipendi ai lavoratori delle imprese coinvolte nel progetto, mancata corresponsione degli oneri di urbanizzazione al Comune, finanche all’apertura di una inchiesta dopo la presentazione di una denuncia) si porrebbe il problema della sorveglianza che l’advisor e la Regione Campania avrebbero dovuto esercitare sull’intero progetto, trattandosi di fondi pubblici comunitari.

All’inizio dello scorso novembre, raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione, Maurizio Guglielmini, responsabile di Jessica Campania Team (Banco Napoli), si è così espresso sul progetto de «La Birreria»: «Il programma Jessica è ancora in pieno corso di svolgimento e fino ad oggi è stato un successo, in quanto tutti i fondi sono stati investiti su progetti approvati dalle regioni. Quando sarà completato anche l’ultimo grande investimento (La Birreria, ndr), ci farà piacere presentare pubblicamente insieme alla Regione Campania, anche questa grande opera di riqualificazione urbana». Nel frattempo, un po’ di evoluzioni ci sono state.

Il centro commerciale «La Birreria»,
come è stato annunciato
dalla proprietà, è pronto
ad essere inaugurato

Contestualmente, però, sono partite le richieste di chiarimenti dirette alla Regione. Va da sé, che la discussione andrà affrontata nel brevissimo periodo, pure perché al taglio del nastro del centro commerciale di Miano manca soltanto un mese. E perché ciò avvenga, c’è bisogno che siano stati rispettati tutti gli step.

I dubbi del consigliere Guangi sul taglio
del nastro previsto per il prossimo 24 aprile

«Durante il recente incontro che io e il collega consigliere di Fratelli d’Italia, Marco Nonno, abbiamo avuto con il responsabile dell’Urbanistica del Comune e con il rup che si occupa del progetto dell’ex Birreria Peroni, ci è stato detto che nel caso non verranno ultimate tutte le opere di urbanizzazione (quelle pubbliche), il centro commerciale non potrà aprire», ha dichiarato a Stylo24, lo scorso 15 marzo, il consigliere comunale di opposizione, Salvatore Guangi. La partita, dunque, è tutt’altro che chiusa.

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