Gualtiero Cualbu e i consiglieri comunali Marco Nonno e Domenico Palmieri

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di Giancarlo Tommasone

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E’ stata una seduta interlocutoria quella della Commissione Trasparenza, tenutasi ieri mattina e convocata per la vicenda delle opere all’ex Birreria Peroni. Secondo i consiglieri che avevano sollecitato la riunione, Marco Nonno (FdI) e Salvatore Guangi (FI), a cui si è aggiunto Stefano Buono (Verdi), non vi sarebbero state risposte esaustive su un caso che presenterebbe molti aspetti su cui fare luce.

Per tale motivo,
subito dopo la fine
dei lavori, Nonno, Guangi e Buono
hanno diffuso
un comunicato attraverso
il quale hanno espresso perplessità
circa l’iter che si starebbe seguendo
per le opere che interessano
la struttura di Miano
e la zona pubblica circostante

«Non ci hanno soddisfatto le risposte che abbiamo ricevuto dal responsabile unico del procedimento (D’Angelo, ndr), intervenuto in Commissione. Riteniamo che per una corretta e trasparente gestione del Piano urbanistico attuativo (Pua) non vi debbano essere incertezze di alcun genere su questioni importantissime», è scritto nel comunicato.

I dubbi dei consiglieri sul corretto utilizzo dei fondi europei

Tra le questioni importantissime a cui si riferiscono i consiglieri, una salta subito agli occhi: quella relativa ai fondi Jessica (acronimo di Joint european support for sustainable investment in city areas), iniziativa della Commissione europea, realizzata in partnership con Banca europea per gli Investimenti, che promuove lo sviluppo urbano sostenibile. Dubbi sono stati sollevati dai consiglieri riguardo al corretto utilizzo dei fondi pubblici europei, «come i fondi Jessica che – è sottolineato nel documento – sembrerebbero essere stati utilizzati per pagare gli oneri di urbanizzazione; cosa invece non permessa dalla normativa vigente».

Se emergessero riscontri relativi all’ultimo dubbio sollevato,
ci troveremmo di fronte a un caso grave, un caso su cui appunto
la Commissione Trasparenza è stata chiamata a fare luce al più presto

Raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione, alcune settimane fa, Maurizio Guglielmini , responsabile di Jessica Campania Team (Banco Napoli), si era così espresso sul progetto de «La Birreria»:  «Il programma Jessica è ancora in pieno corso di svolgimento e fino ad oggi è stato un successo, in quanto tutti i fondi sono stati investiti su progetti approvati  dalle regioni. Quando sarà completato anche l’ultimo grande investimento (La Birreria, ndr), ci farà piacere presentare pubblicamente insieme alla Regione Campania, anche questa grande opera di riqualificazione urbana».

Gli interrogativi dei consiglieri Nonno, Guangi e Buono

Ma tornando agli altri punti sui quali chiedono chiarezza Nonno, Guangi e Buono, c’è quello relativo a «eventuali modifiche, che sarebbero state apportate, in modo postumo, agli elaborati grafici dei permessi a costruire regolarmente approvati». E’ stato anche chiesto di acquisire copia del contratto sottoscritto da Cualbu (proprietaria de «La Birreria») e ditte appaltatrici dei lavori, per comprendere «i reali importi delle opere di urbanizzazione».

Sulla vicenda dell’ex Birreria di Miano e su quanto emerso durante la seduta di ieri, Stylo24 ha raccolto le considerazioni del presidente della Commissione Trasparenza, Domenico Palmieri. «Ci sono due tipi di oneri da dover recuperare, a carico dell’azienda che sta operando (a Miano): gli oneri di urbanizzazione e gli oneri di concessione edilizia. Per quanto riguarda le opere di urbanizzazione prevedono il pagamento in termini compensativi, mediante la realizzazione di infrastrutture e servizi previsti per la riqualificazione dell’area in cui si va ad operare», spiega Palmieri.

Ancora una proroga per la consegna delle opere:
i lavori dovrebbero terminare nel 2020

Quella dell’ex Birreria è una vicenda che si trascina da tempo, quando si arriverà all’epilogo? L’ultima volta era stato fissato alla prossima primavera.
«I termini di consegna dell’opera dovrebbero avvenire tra il 2019 e il 2020. Nel 2019 è prevista la consegna delle opere pubbliche e nel 2020 quella delle opere private (il centro polifunzionale). Naturalmente si tratta di proroghe che abbisognano delle dovute verifiche da parte del Comune». Nel caso, chiediamo, nel 2019 Cualbu non consegni le opere che Palmieri definisce «pubbliche», cosa succederebbe?
«Sicuramente ci saranno delle penali per il mancato rispetto dei patti contrattuali», risponde il consigliere.

Per quanto riguarda invece l’utilizzo dei fondi Jessica? «Durante la riunione il rup ha espresso riserve relative alla verifica sia degli oneri di urbanizzazione così come calcolati rispetto a quanto realizzato, sia per l’utilizzo di fondi pubblici (Jessica, appunto) per la realizzazione di alcuni tipi di interventi». «L’intervento (a Miano) prevede l’utilizzo di fondi privati, mentre qualche collega consigliere ha sollevato il dubbio che ci sia stata la possibilità che per pagare gli oneri di urbanizzazione si sia usufruito dei fondi europei», spiega Palmieri. Tutti particolari che dovranno essere assolutamente chiariti con l’acquisizione di atti, primo tra tutti il contratto sottoscritto da Cualbu con le ditte appaltatrici delle opere. Per tale motivo è prevista a breve la fissazione di un’altra seduta della Commissione Trasparenza. Il caso Birreria è tutt’altro che chiuso.

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