Il centro commerciale di Piazza Madonna dell'Arco, nel quartiere di Miano a Napoli

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di Giancarlo Tommasone

Stylo24 si occupa da tempo della vicenda relativa al centro commerciale «La Birreria» di Miano (committente dei lavori, Gruppo Cualbu), focalizzando l’attenzione, nell’ultimo periodo, sulla prossima apertura, fissata per il 24 aprile. Abbiamo cercato di raccogliere la voce della proprietà per fare luce sul caso sollevato, per vie istituzionali, dai consiglieri di opposizione del Comune di Napoli, Salvatore Guangi (FI) e Marco Nonno (FdI). Siamo riusciti a parlare sia con l’ingegner Gualtiero Cualbu, sia con il project manager, Alberto Deiana, ma i nostri interrogativi sono rimasti tuttora inevasi, poiché sia Cualbu che Deiana non hanno voluto rilasciare dichiarazioni.

Il primo ci ha rimandato
al project manager,
il secondo ha affermato
di parlare solo attraverso
l’ufficio stampa del gruppo sardo

Si tratta però di domande che volevamo rivolgere in maniera «diretta» alla proprietà, che avrebbe dovuto fare luce su aspetti collegati alla prossima apertura de «La Birreria». Uno su tutti la questione dell’ammontare dei costi per la realizzazione del centro commerciale. Guangi e Nonno, nei giorni scorsi, hanno inviato una richiesta di chiarimenti alla Regione Campania, attraverso un documento indirizzato all’assessore all’Urbanistica, Bruno Discepolo, all’assessore al Bilancio, Ettore Cinque, e al presidente della Giunta regionale, Vincenzo De Luca.

Rilevato, è scritto nel documento, che «le norme in materia regolamentano in maniera definitiva il costo degli oneri di concessione spettanti ai soggetti i quali hanno eseguito le opere di trasformazione urbana; che la ditta affidataria dei lavori, Cualbu, ha affermato di aver pagato gli oneri di concessione sulla base delle opere realizzate, costi che ha dichiarato essere pari a 17 milioni di euro», ci si interroga su una questione, quella relativa ai fondi europei.

La richiesta di chiarimenti sui fondi
europei inviata alla Regione Campania

Nonno e Guangi, hanno chiesto infatti, di sapere «se corrisponda al vero, che la predetta ditta affidataria Cualbu, relativamente al complesso commerciale area ex Birreria Miano, abbia avuto accesso alle risorse regionali per un importo di circa 30 milioni di euro del fondo Jessica per il Sostegno europeo congiunto per investimenti sostenibili nelle aree urbane perché appare evidente che se così fosse, gli oneri di concessione dovuti dalla società Cualbu al Comune (di Napoli) dovrebbero essere calcolati, appunto sul predetto importo di 30 milioni di euro».

Fondi europei,
oneri di urbanizzazione
e eventuale assunzione
di precari
che risiedono a Miano

Altre domande che avremmo voluto rivolgere direttamente alla proprietà sono quelle relative all’ammontare dei fondi Jessica; all’eventuale impiego presso il centro commerciale di ex lavoratori dello stabilimento Birreria Peroni e di precari che risiedono a Miano, o comunque (relative) alle modalità per reclutare personale. Avremmo pure voluto domandare se siano stati versati a oggi gli oneri di urbanizzazione al Comune di Napoli. E se, nel caso non fossero stati seguiti tutti gli step, come tutto ciò avrebbe potuto influire sull’inaugurazione del centro commerciale di Miano, che lo ribadiamo è fissata al 24 aprile.

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