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Secondo quanto dichiarano i vertici dell’Azienda ospedaliera Santobono-Pausilipon, «il decesso del piccolo è avvenuto dopo circa un mese dall’intervento neurochirurgico, per complicanze che appaiono direttamente correlabili alla grave situazione di base ed alla complessità del decorso post-operatorio».

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E’ questa la replica dell’azienda alle dichiarazioni
rilasciate dalla madre del bimbo di 3 anni
affetto da un tumore cerebrale e morto in ospedale,
secondo la donna, per responsabilità della struttura

«Durante il periodo di degenza in rianimazione il piccolo ha ricevuto le cure appropriate, garantite peraltro in seno alla più grande rianimazione pediatrica dell’Italia meridionale, totalmente ristrutturata meno di un anno fa, con zone di isolamento idonee, utilizzate anche per alcune fasi della degenza del bimbo, e con una dotazione ottimale di personale infermieristico rispetto ai posti letto; quanto riferito dalla signora, pur nella comprensione del legittimo dolore, non appare corroborato da alcuna evidenza, ed in ogni caso, avendo la famiglia intrapreso una azione risarcitoria, le confutazioni di merito di tali dichiarazioni saranno prodotte in sede propria», si sottolinea dal Santobono.

«I primari della Neurochirurgia e della Rianimazione hanno già puntualmente relazionato sul decorso clinico del paziente; ad integrazione di tali relazioni, la struttura interna di Gestione del Rischio Clinico, come usualmente, procederà ad una revisione delle singole fasi della degenza, per verificare ogni aspetto dell’assistenza fornita», conclude la nota.

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