Marianna Fabozzi

Alla sbarra la mamma del piccolo Antonio e il suo ex convivente, entrambi sono stati condannati per l’omicidio di Fortuna Loffredo

E’ fissato al prossimo 13 gennaio (alle 9.30) il processo per la morte di Antonio Giglio, il bimbo di 4 anni precipitato dalla finestra di un’abitazione del Parco Iacp di Caivano (in provincia di Napoli), il 28 aprile del 2013. Sul banco degli imputati, davanti alla II Sezione della Corte di Assise, siederanno la madre della piccola vittima, Marianna Fabozzi, a cui viene contestato l’omicidio aggravato, e il suo ex compagno, Raimondo Caputo, detto Titò, nei confronti del quale, invece, si ipotizza il reato di favoreggiamento. La Fabozzi, secondo quanto emerge dalla richiesta di rinvio a giudizio, avrebbe preso in braccio il piccolo Antonio per lasciarlo cadere nel vuoto dalla camera da letto dell’abitazione della madre, al settimo piano del Parco Verde Iacp di Caivano. Ad accusare la Fabozzi dell’omicidio di suo figlio fu la sorella di Raimondo Caputo la quale ai carabinieri riferì di averla vista compiere l’insano gesto riflesso negli specchio che aveva nel corridoio di casa sua. Caputo invece smentì che la sorella si trovasse in casa quel tragico giorno e per questo motivo gli viene contestato il favoreggiamento. Una dichiarazione che l’imputato poi smentì, il 9 giugno 2016, durante un interrogatorio reso mentre era detenuto nel carcere di Napoli Poggioreale. Raimondo Caputo e Marianna Fabozzi sono stati condannati in via definitiva, rispettivamente all’ergastolo e a dieci anni di reclusione per la morte di Fortuna Loffredo, la bimba violentata e uccisa anche nei nel Parco Verde di Caivano, il 24 giugno 2014, un anno e due mesi dopo la morte di Antonio.