La ricerca della verità.

Una raccolta firme “per la verità sull’omicidio di Denis Bergamini”, calciatore del Cosenza trovato morto nel 1989 sulla statale 106 nei pressi di Roseto Capo Spulico. L’ipotesi iniziale di suicidio è sempre stata contestata dai suoi familiari. Il caso è stato dibattuto ieri al Centro studi Pietro Golia di Napoli, in occasione della presentazione del libro di Rita Cavallaro “Oltre l’indizio. Segreti e verità nell’omicidio Bergamini” edito da Male-edizioni di Monica Macchioni, durante la quale Concetta Tiano ha lanciato la raccolta firme per chiedere al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al Csm di “modificare la decisione sul trasferimento del procuratore Eugenio Facciolla da capo della Procura di Castrovillari a giudice civile a Potenza”.

L’appello nasce con il supporto della sorella del calciatore, Donata Bergamini, che dopo 30 anni sperava, grazie alla riapertura delle indagini da parte di Facciolla, nella “verità sulla morte di Denis”. La preoccupazione della sorella di Bergamini è che “tutto possa essere di nuovo insabbiato a causa del trasferimento del procuratore che aveva chiesto un supplemento di indagine e che, guarda caso, avrebbe dovuto chiudere in questi giorni con la richiesta di rinvio a giudizio degli indagati”. Amedeo Laboccetta, Luigi Branchini e Lina Lucci, rispettivamente ideatore, presidente e vicepresidente del Centro studi “Pietro Golia”, hanno aderito alla raccolta firme e auspicano che “non cada nel vuoto e nel silenzio la vicenda Bergamini, che finora non ha trovato adeguato spazio sulla stampa”.