Eleonora De Majo

Attività di affittacamere per pagare la casa da 145 metri quadrati

di Giancarlo Tommasone

La questione è tutta politica, con la sua attività di affittacamere, Eleonora De Majo (attualmente assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli), va sottolineato, non ha commesso alcuna irregolarità, alcun reato, non c’è dolo, né ha fatto qualcosa che vada contro il suo ruolo di amministratore. Discutibile, invece, ma solo dal punto di vista dell’opportunità, il fatto che la delegata si sia battuta più volte contro la gentrificazione e la turistificazione del centro storico partenopeo, che poi lei stessa ha contribuito (seppur in minima parte) ad implementare. La questione è un’altra, scrivevamo, è una questione morale, per citare Berlinguer. Ed ha a che fare con l’immagine che Eleonora De Majo mostra di sé da anni, almeno da quando è apparsa sulla scena di Palazzo San Giacomo. Espressione del laboratorio occupato Insurgencia, eletta nelle fila arancioni nel 2016, si è distinta sempre per l’esternazione di posizioni da «barricadera».

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Oltre ad essersi
istituzionalizzata
(ormai da tempo),
De Majo è intestataria
di un mutuo acceso
per comprare casa

E’ il sogno di molti giovani (e pure di meno giovani) napoletani come lei, quello di acquistare un appartamento in cui vivere, e difficilmente si riesce a racimolare il necessario per l’anticipo. De Majo ha dichiarato a Repubblica, che l’attività di affittacamere (sospesa prima di essere nominata assessore) per una stanza dell’appartamento di 145 metri quadrati, era stata avviata proprio per pagare il mutuo. Ciò significa che senza quella entrata non sarebbe riuscita a far fronte all’impegno economico. Ma è ipotizzabile, proprio in virtù della sua precedente situazione economica evidentemente non così florida, che per il versamento dell’anticipo sia stata aiutata, magari dalla famiglia, che si sarà fatta anche garante del mutuo acceso dall’assessore.

Nulla di male nel farsi aiutare
dai genitori per accendere un mutuo,
nulla di male nel comprare casa

Il punto è che però, De Majo perde ulteriormente di credibilità, risulta assai «falsa» la sua immagine di attivista, che sfila col pugno chiuso e che vuole fare lezioni di morale a tutti. A questo punto, l’assessore, proprio per non esporsi maggiormente al ridicolo, dovrebbe smetterla di fare la comunista da parata, andava bene all’epoca del liceo. Adesso è cresciuta, ha una casa da finire di scontare, sarebbe più genuino e sincero verso tutti, mostrare quello che in effetti è.

Una giovane politica, figlia della Napoli bene, una persona fortunata rispetto a tanti compagni che difficilmente riescono a mettere il piatto in tavola. Nessuno le direbbe niente se la smettesse di interpretare il ruolo della rivoluzionaria, tanto lo sappiamo, a volte, alle ragazze e ai ragazzi borghesi, bastano un paio di anfibi, qualche lettura alternativa e un corteo in piazza, sfilando col pugno chiuso alzato, per credersi e farsi credere militanti di sinistra.