Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca

La deriva dell’informazione voyeuristica ai tempi del Covid, che punisce i cittadini e ignora gli abusi del potere

Una premessa: non è assolutamente dimostrato che ci siano forme di contagio anche all’aria aperta, tanto è vero che l’ultimo Dpcm a firma di Giuseppe Conte, prevede l’obbligo di mascherina nei luoghi chiusi, e la possibilità di non indossarla in quelli aperti (naturalmente se ci sia il dovuto distanziamento). Ciò significa che il rischio relativo alla diffusione del virus, nei luoghi aperti, è estremamente contenuto, se non vicino allo zero.

Detto ciò va rilevata la campagna voyeuristica, da guardoni, che da troppo tempo, ormai, viene attuata sistematicamente sui social, e da giornali online e cartacei. Che continuano a pubblicare immagini di persone che passeggiano, che magari sono in fila per la spesa, o aspettano il turno per l’asporto, all’esterno di un locale pubblico. Non aiuta la causa, tale tipo di informazione (se informazione si può definire), che sta additando al pubblico ludibrio e alla censura morale, persone che sono nell’esercizio dei propri diritti, tra questi, quello della libertà di movimento.

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Una linea che si sposa alla perfezione, con gli aspri rimproveri che il governatore Vincenzo De Luca, dall’alto delle sue dirette in streaming, rivolgeva alla popolazione che in zona gialla si permetteva di recarsi sul lungomare, a camminare. Certo, comprendiamo la fame di visualizzazioni di certi organi di stampa, come la necessità di aderire alla moda imperante dei book fotografici che immortalano perfino gli anziani con la busta del supermercato, ma riteniamo che questo non sia il giornalismo di cui c’è bisogno in questo momento.

Anzi, la situazione è assai delicata sul fronte del rispetto delle libertà personali del singolo individuo, che da più di un anno, si è visto ridurre spazio vitale, e di contatto col mondo esterno. Adesso c’è estremo bisogno di una informazione che sia a guardia dei diritti del cittadino, per denunciare gli abusi che il potere sta esercitando nei confronti di quelli che si possono definire a tutti gli effetti, «forzati sociali». Ma, in base alla moda del giornalismo guardone, aspettiamoci, per i due prossimi giorni, una deriva ancora più voyeuristica, magari con scatti «urlati» di chi invade un prato, di chi prende aria di mare sugli scogli, o di nonnini che portano a spasso i nipoti.

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