Polemiche sull’utilizzo del waterfront partenopeo

di Giancarlo Tommasone

E’ possibile negare l’accesso a un cittadino (e nel caso a un cittadino e al suo cane) a uno spazio demaniale, come quello rappresentato da una spiaggia, nella circostanza «mappatella beach» davanti a Rotonda Diaz? Sì, quando esistano superiori motivi di ordine pubblico. Ma quando il tratto per raggiungere la spiaggia è occupato da una manifestazione privata, quella di BaccalàRe, come mai non è consentito il passaggio a un animale e al suo padrone? Bella domanda, alla quale però, al momento non c’è risposta. Eppure è accaduto. A denunciare i fatti e a porsi l’interrogativo in oggetto, con un post sul suo profilo Facebook (la notizia è stata rilanciata anche dalla pagina Cittadinanza attiva in difesa di Napoli) è Lorenzo C. Che descrive quanto gli è capitato lo scorso sei ottobre, domenica.

Il post pubblicato
da Lorenzo C. su Facebook

«Mi è stato vietato l’accesso alla ben nota spiaggia di Mappatella, perché possibile (raggiungerla) solo attraverso un tratto del Lungomare in cui la città di Napoli sta ospitando, come riporta il sito ufficiale di BaccalàRe, chef stellati, gala dinner, degustazioni e musica dal vivo, ma non me ed al mio piccolo cane Leia», scrive Lorenzo. Insieme al suo cane, racconta che stavano «passeggiando sul lungomare Liberato, nel tratto che va da Piazza Vittoria verso il lido Mappatella, quando ad un certo punto vediamo una barriera di transenne ed una fila di persone in attesa di essere controllate con metal detector per poter continuare la propria passeggiata sul Lungomare, ripeto Liberato». Arrivato il turno di Lorenzo, dopo un primo controllo, «(l’agente di) polizia abbassa gli occhi, incrocia quelli di Leia e dice testualmente: “Il cane non può passare per una direttiva comunale”. Gli spiego che non volevamo sederci a tavola a mangiare baccalà, anche perché Leia il pesce non lo gradisce neanche, ma volevamo andare a divertirci sulla spiaggia. Il problema però era proprio che noi quel marciapiede e quella strada libera non potevamo neanche calpestarli e non avevamo altra possibilità per arrivare in spiaggia».

La richiesta
di chiarimenti
La risposta

delle forze dell’ordine

Alla richiesta di ulteriori chiarimenti, Lorenzo si sarebbe sentito rispondere, che «era come se quello spazio fosse stato dato in concessione ad un’attività privata e dunque non era più suolo pubblico, ma privato e come da direttive del sindaco, le persone con i cani, dovevano restare fuori a guardare. Ammesso e non concesso che quel tratto di strada, appartenente alla città di Napoli e a tutti i suoi cittadini, fosse diventano improvvisamente di qualcun altro, questo qualcuno aveva “affittato” anche la spiaggia?». E’ questa la domanda che si pone Lorenzo. Che termina il suo post con una considerazione: «Da cittadini napoletani, Leia ed io, vi diciamo che non siamo affatto orgogliosi di avervi ospitato nella nostra città (si riferisce agli chef stellati, ndr) e che anzi vorremmo insegnarvi un po’ di rispetto e buone maniere».

Non un caso isolato
Le considerazioni
dell’ex sindaco
Antonio Bassolino

La «disavventura» occorsa a Lorenzo, non rappresenterebbe un caso isolato, visto che all’interno di un commento (quello di Maria Francesca) in calce al suo post, è possibile leggere: «E’ successo anche a me, con il mio bassotto… mi hanno ripetuto le stesse parole, è una vera assurdità». C’è chi dunque sottolinea, come in occasione del BaccalàRe si sia assistito a una sorta di «privatizzazione» del Lungomare Caracciolo, addirittura a un «sequestro» della zona, come ha scritto sul suo profilo Facebook l’ex governatore della Campania, già sindaco di Napoli, Antonio Bassolino.

Antonio Bassolino e Luigi de Magistris

Chissà cosa avrebbe da dire sulla vicenda, il primo cittadino partenopeo, Luigi de Magistris, fautore del Lungomare Liberato, e tra l’altro chiamato in causa proprio da Lorenzo (che lo tagga nel suo scritto), autore del post di denuncia sul social network. «Abbiamo chiesto ulteriori chiarimenti e ci è stato detto che era come se quello spazio fosse stato dato in concessione ad un’attività privata e dunque non era più suolo pubblico ma privato e come da direttive del Sindaco – Gigi (Luigi de Magistris) ti prego dimmi che non è vero – le persone con cani dovevano restare fuori a guardare».