La leggenda più romantica custodita dalla città di Napoli.

di Anna Pavarese

Le acque di Posillipo fanno da cornice alla leggenda più romantica che la città di Napoli custodisce nel suo patrimonio artistico letterario. E’ la storia di una fanciulla, Tecla, andata in sposa ad uomo agiato, Bruno, per il quale non provava altro che rispetto. La ragazza, era dotata di un cuore gelido e non era disposta a lasciarsi trascinare dalle frivolezze dell’amore, non riusciva a ricambiare i sentimenti che provava il coniuge per lei. Il suo freddo animo, un giorno, fu scosso dalla vista di uno splendido ragazzo, Aldo. Tra i due iniziò una storia clandestina. Si incontravano di notte, lontano da sguardi indiscreti, su una barca in cui Tecla conobbe il vero amore.

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Ormai oppressa dall’infelice vita coniugale, la donna decise di fuggire con il suo amato e, allontanandosi dalle sponde, si inoltrarono in mare aperto, durante una terribile tempesta. Da lontano, un barcaiolo, cominciò ad avvicinarsi pericolosamente alla loro imbarcazione. Quel traghettatore era Bruno e, fumante di rabbia dopo la scoperta della tresca tesa da sua moglie, decise di urtare la barca che trasportava i giovani innamorati. Quando quest’ultima si capovolse, Tecla e Aldo sprofondarono negli abissi del Golfo di Napoli, non prima di essersi scambiati un ultimo e intenso bacio.

Si racconta che, nelle notti d’estate, a Posillipo, è possibile scorgere nella penombra una barchetta con due persone a bordo che naviga lentamente tra le onde. L’imbarcazione si mostra solo a coloro che si amano veramente. Prova inconfutabile del sentimento più forte che ci sia.