L’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus sta avendo ripercussioni anche sul mondo del calcio.

Il coronavirus sta paralizzando il mondo dello sport, dalla Nba allo sci, dal motomondiale alla scherma passando per la Serie A, e anche la Formula 1 è pronta a rientrare ai box. Nonostante i primi calciatori positivi e il pressing dell’Oms, non si è invece ancora fermata la Uefa, che ha rinviato l’ormai inevitabile decisione a martedì prossimo, convocando una riunione con federazioni, leghe, club e calciatori. E lo stop delle coppe europee, già prospettato informalmente ad alcuni club, avrà effetti anche sull’Europeo 2020, per cui si parla di uno slittamento di un paio di mesi o addirittura di un anno.

Nessuno stop per le sei partite di Europa League (alcune a porte aperte) di oggi, mentre Juventus e Real Madrid, in quarantena, ovviamente non giocheranno martedì in Champions contro Lione e Manchester City, e le competizioni europee giovanili sono state sospese per evitare che i giocatori, molti minorenni, vengano separati dalle famiglie in caso di quarantena imposta dai Paesi in cui viaggiano. Nulla è invece deciso ancora sui match di mercoledì, Barcellona-Napoli e quella fra Bayern e Chelsea (che oggi non si è allenato e ha fatto sanificare il centro sportivo). Comunque, di tutela della salute finora la Uefa non ha parlato. La situazione evolve di ora in ora, ma le reazioni di Nyon sono più lente di quanto sperava gran parte del calcio italiano.

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Di prima mattina, la Roma ha chiesto lo stop alle coppe invitando l’organismo continentale a una presa di coscienza. Poi lo ha fatto la Serie A nella riunione fra le cinque grandi leghe e la Uefa, che non aveva ancora scartato sfide secche in campo neutro per recuperare le partite di Europa League. Addirittura sarebbe stato ipotizzato di giocare in Turchia o in Albania, dove i casi noti sono ancora pochi rispetto a quelli del resto d’Europa. Poco dopo la Liga ha annunciato la sospensione per almeno due turni, mentre la Ligue1 si sta ponendo il problema e la Premier League va invece avanti a stadi aperti. Fermare le coppe rappresenta per la Uefa una decisione articolata, e da qui il coinvolgimento delle sue 55 federazioni e degli altri stakeholder. Ma dietro il rinvio, secondo diverse ricostruzioni, c’è anche un braccio di ferro. C’è chi è favorevole a far slittare l’Europeo dal 12 giugno al 25 agosto, così ci potrebbe essere il tempo per portare a termine i campionati e forse anche le coppe, tenendo conto che nel 2022 il Mondiale in Qatar andrà in scena fra novembre e dicembre. Ma si tratta di un’ipotesi condizionata dall’evoluzione della pandemia.

Il presidente della Uefa, Aleksander Ceferin, spingerebbe invece per spostare l’Europeo nel 2021. L’idea non dispiacerebbe nemmeno al n.1 della Juventus, Andrea Agnelli. Ma l’estate 2021 è lo slot della nuova Coppa del mondo per club Fifa. Poi, di fronte a calendari compressi, per il 2020-21 la Champions (e l’Europa League) potrebbero ripartire a ranghi ridotti, con 16-20 club, una sorta di esperimento di SuperLega. E in queste dinamiche non secondaria è la guerra fra gli sponsor cinesi di Uefa e Fifa. “Sarebbe estremamente auspicabile che l’Europa facesse sentire la propria voce”, ha scritto il ministro per Sport, Vincenzo Spadafora, al presidente di turno del Consiglio dei ministri dell’Ue per il settore sport, Tomislav Druzac. La posizione della Serie A, definita dai club in contatti informali, sarà ufficializzata domani dall’assemblea, che poi si riunirà ancora lunedì, con i diritti tv all’ordine del giorno. Il bando è praticamente pronto, questo clima di incertezza non aiuta ad attirare investitori dall’estero, ma i club confidano in Sky.