Tra i vari temi al centro degli esposti dei ricorrenti, che si dolgono di alcune presunte anomalie nel bando Soresa per la fornitura di protesi ortopediche e cemento all’Asl (valore 61 milioni di euro), un aspetto sicuramente interessante è quello relativo alla strutturazione della gara da parte di un unico responsabile tecnico e al fatto che quasi nessuno dei primari ortopedici della regione fosse al corrente della gara.

Il Tribunale amministrativo regionale della Campania
Il Tribunale amministrativo regionale della Campania

Infatti, è il ragionamento espresso nei ricorsi al Tar e nelle segnalazioni alla magistratura ordinaria, verticalizzare l’intera modulazione della gara in capo a un solo responsabile unico significa investirlo della facoltà di scegliere, da solo, tutti i prodotti che gli altri chirurghi dovranno poi impiantare. Un unico tecnico, per quanto preparato, non può infatti aver sperimentato tutte le tecniche operatorie e tutti gli strumentari che è chiamato a giudicare.

ad
Asl Napoli 1 centro

C’è poi un altro aspetto da chiarire e cioè il fatto che i singoli operatori, chiamati a installare le protesi, si trovano in prima persona a rispondere all’utenza in termini di qualità di prestazione e di risultato, sia in sede civile che penale, vedendosi però privati della possibilità e della libertà di scegliere il prodotto ritenuto più idoneo al caso clinico. La scelta della Soresa di affidare a un unico responsabile penalizza i chirurghi nella libertà di scelte del prodotto da impiantare a parità di costo.
Perché dunque la società non ha raccolto le istanze, provenienti dal mondo medico, che chiedeva un maggiore coinvolgimento nella strutturazione della gara, preferendo creare le condizioni per una battaglia giudiziaria dagli esiti imprevedibili?

(5-continua)