La paranza secondo investigatori e inquirenti sarebbe capeggiata da Salvatore Polverino.

Il “battesimo” criminale nel 2007, ancora minorenne, fino ad essere ritenuto oggi, a 29 anni, il capo di un gruppo di rapinatori specializzati in Rolex. Salvatore Polverino è finito in manette insieme a più di 20 persone, tutte facenti parte delle due bande che imperversavano per le strade di Napoli, ma con anche alcune puntate all’estero, soprattutto tra la Grecia e la Spagna.

Affermata, per lui, come per tutte le altre persone coinvolte, la presunzione di innocenza, Polverino viene considerato da inquirenti e investigatori come “promotore e organizzatore” dell’organizzazione che pianificava e attuava aggressioni all’estero, immettendo poi sul mercato partenopeo gli orologi di valore depredati. Come riporta un articolo del ‘Roma’, a firma del collega Luigi Sannino, sono quattro i casi accertati: due nelle isole Baleari, in Spagna, uno sulla Costa Azzurra e l’ultimo a Mykonos, in Grecia. Referente per la ricettazione era Pasquale Russo, così come per l’altra banda, quella capeggiata da Cristian Porro, ma in questo caso con la collaborazione di Francesco Carlucci.

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Per il gip, Salvatore Polverinodopo 10 anni”, dal primo arresto “continua a operare nel medesimo campo e ha “addirittura creato una propria organizzazione“. Secondo quanto afferma, “l’assenza di precedenti penali recenti non significa minore pericolosità, tenuto conto della personalità ben diversa emersa dalle indagini a suo carico“. Viene anche sottolineato come “dalle intercettazioni” emerga “la disponibilità di un’arma che ergli affida alla custodia del suo collaboratore, Simone Spagnoli“.

Del suo gruppo facevano parte: Ettore Navarra, Simone Spagnoli, Livio Terlizzi, Vincenzo Scala, Vittorio Liccardo, Martina Reggi, Giuseppina Attanasio, Luisa Lepre, Salvatore Vallo, Enrico Vallo, Pasquale Russo, Michele Rutigliano, Francesco Carlucci, Antonio Esposito.