Le misteriose e ripetute telefonate con uno degli indagati nell’operazione che ha sgominato a Napoli un’associazione che favoriva l’immigrazione clandestina.

Parlavano spesso, tanto, ma non abbastanza. O, almeno, con la massima cautela. Tanta quanta ne è bastata, al momento, per non rendere rintracciabile questo misterioso “dottore”, che, dalla Prefettura di Napoli, dava notizie a Mohammad. Un bengalese di 38 anni, come riporta un articolo del ‘Corriere del Mezzogiorno’, a firma della collega Titti Beneduce, che tramite il “dottore” otteneva importanti informazioni sulle pratiche di permesso di soggiorno in sospeso.

Nell’ordinanza di custodia cautelare del gip Gianluigi Visco, che ha portato allo smantellamento di un vero e proprio centro di documenti falsi a Napoli per favorire l’immigrazione clandestina in Italia, sono contenute le conversazioni intercettate tra i due nel 2017. Dalle quali emerge come bastasse chiedere (“Puoi vedere 109169?”) per ottenere una risposta quasi immediata (“Aspetta, questo chi è, Khalid Adnan? Sì, è arrivato il parere della Questura”). Un rapporto ormai talmente consolidato che Mohammad a volte insisteva anche più del dovuto.

“Poi vedi un altro per piacere, 107588”
“Aeeee”
“Ultimo, ultimo dottore. Dai, per piacere…”.

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Tra i due intercorreva anche una corrispondenza via sms. Ma il misterioso dipendente della Prefettura, comunque, al momento non è stato ancora identificato, grazie, presumibilmente, all’utilizzo di un telefono con scheda intestata a un irrintracciabile.

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