TI OFFRIAMO INFORMAZIONE GRATUITA, RICAMBIA CON UN GESTO DI CORTESIA: CLICCA QUI E LASCIA UN LIKE SULLA PAGINA FACEBOOK DI STYLO24.IT

di Francesco Vitale

ad

Il senatore di Fratelli d’Italia, Antonio Iannone, nel corso della seduta svoltasi lo scorso 15 gennaio, ha presentato una interrogazione rivolta al ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria.

Al centro
dell’interpellanza
presentata da iannone
è finita la Banca
popolare vesuviana,
con sede amministrativa
a San Giuseppe Vesuviano

Nel documento presentato da Iannone si premette che lo scorso 8 giugno, «un cospicuo numero di soci ha inviato, via Pec, alla Banca d’Italia una comunicazione per metterla a conoscenza delle numerose anomalie gestionali e non, nella Banca popolare vesuviana». Si fa riferimento, nell’interpellanza, «(alla) conflittualità tra organo amministrativo ed organo di controllo ed all’interno dello stesso organo amministrativo; (conflittualità che) ha prodotto contenziosi legali in sede civile, societario e penale», scrive Iannone.  Oltre a ciò, secondo quanto sottolinea il senatore di FdI, «si apprende che l’attuale presidente del consiglio di amministrazione della Banca popolare vesuviana non rispetta i requisiti di professionalità e di indipendenza dettati dal testo unico bancario di cui al decreto legislativo n. 385 del 1993, e successive modificazioni e integrazioni ».

Iannone accende i riflettori
anche sull’attività di controllo
da parte di Banca d’Italia

La Banca d’Italia, sempre secondo quanto evidenzia Iannone, sarebbe a conoscenza degli ostacoli che «la governance pone all’organo di controllo nello svolgimento delle sue funzioni al punto che l’organo amministrativo ha deliberato con voto unanime la revoca dell’intero collegio sindacale».

La Banca popolare vesuviana, annota il senatore «patriota», è stata già commissariata nel 2009 «e tutti i componenti gli organi societari hanno subìto un procedimento penale; l’attuale governance è oggi rappresentata da familiari di amministratori e sindaci responsabili del commissariamento del 2009; alla Banca popolare vesuviana in sette anni, immotivatamente, sono cambiati tre direttori generali», e aggiunge Iannone, «l’attuale governance presenta gravi profili di rischio reputazionale in quanto diversi amministratori sono legati da vincoli parentali con soggetti già all’attenzione delle forze dell’ordine».

«Banca popolare vesuviana, in sette anni
sono cambiati tre direttori generali»

Iannone verticalizza l’attenzione su Bankitalia, nei confronti della quale, a suo giudizio «si potrebbe prospettare un’eventuale culpa in vigilando», poiché Banca d’Italia, «pure essendo stata informata da tempo delle anomalie, non risulterebbe aver posto in essere alcuna attività di verifica», atta a sollevare ogni dubbio rispetto all’attuale gestione di Banca popolare vesuviana.

L’interrogazione rivolta al ministro
dell’Economia e delle Finanze,
Giovanni Tria

L’interrogazione si conclude con la domanda di Iannone, che chiede di sapere se il ministro in indirizzo «ritenga opportuno sollecitare un’approfondita ispezione presso la Banca popolare vesuviana con l’audizione da parte degli ispettori di soci e consiglieri revocati a conoscenza di fatti illeciti».

TI OFFRIAMO INFORMAZIONE GRATUITA, RICAMBIA CON UN GESTO DI CORTESIA: CLICCA QUI E LASCIA UN LIKE SULLA PAGINA FACEBOOK DI STYLO24.IT

Riproduzione Riservata