di Giancarlo Tommasone

L’operazione è scattata all’alba di questa mattina, come si fa per i componenti dei clan, quelli dei grandi. Ma nel mirino degli agenti del commissariato di polizia di stanza al Vomero c’erano 4 minori e un ragazzo appena maggiorenne. Tra essi il 17enne V. B. e il 18enne Vincenzo R. (entrambi difesi dall’avvocato Gianluca Fiore). I reati ipotizzati nei loro confronti sono quelli di tentato omicidio e lesioni. I quattro minori sono stati condotti presso il centro di prima accoglienza dei Colli Aminei, il 18enne, invece, presso un istituto penitenziario. Nell’inchiesta è stato coinvolto un altro maggiorenne, che è stato denunciato a piede libero. Si tratta di una baby-gang, che secondo le prime indiscrezioni trapelate da ambienti investigativi ‘arruolerebbe’ ragazzi del Vomero, dell’Arenella e di Salvator Rosa. L’esistenza di un gruppo organizzato di stanza nella zona collinare di Napoli era stata rilevata anche da una inchiesta di Stylo24.

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Tra gli arrestati di oggi, scrivevamo, c’è anche il 17enne V. B., che a gennaio scorso fu fermato per l’aggressione (che sarebbe stata portata a termine insieme a un 15enne) di un ragazzo di Scampia, all’esterno della stazione della metro dei Colli Aminei. In quell’occasione emerse che entrambi i presunti aggressori avevano tatuato sul braccio la parola ‘Hermano’, che stando a loro stesse ammissioni, indicava l’appartenenza all’omonima gang.

Il tatuaggio ‘Hermano’ rilevato durante il fotosegnalamento della polizia

Tornando ai fermi avvenuti questa mattina, sono stati effettuati in seguito a indagini scattate per una aggressione avvenuta lo scorso 9 dicembre in Via Scarlatti al Vomero, nei pressi del ristorante McDonald’s. Secondo la ricostruzione effettuata dagli inquirenti, il gruppo composto da un folto numero di giovani, tutti residenti nel quartiere collinare, ha avvicinato cinque coetanei e ha chiesto loro in quale zona di Napoli abitassero. Appurando che non erano del Vomero, i componenti della gang avrebbero cominciato a passare alle vie di fatto; accerchiando i ragazzi, incitati da un minorenne del ‘branco’, avrebbero dato sfogo ad inaudita violenza colpendo quelli che avevano inquadrato come rivali.

Tre delle cinque vittime prese di mira fuggono, mentre gli altri non riescono a sottrarsi, immediatamente, alla foga del gruppo, riportando lesioni più gravi. Uno dei malcapitati viene ripetutamente colpito al petto con un coltello ‘a farfalla’. Il giovane, in seguito alle ferite riportate, si troverà in una condizione di grave pericolo di vita e sarà sottoposto con urgenza, a un delicato intervento chirurgico.
L’attività di indagine ha consentito di far emergere con chiarezza che l’intento dei componenti della gang era quello di “affermare la propria supremazia, in quanto gruppo organizzato, nel quartiere Vomero, avvalendosi di minacce e di spedizioni punitive armate, in modo da incutere il terrore nelle vittime e di affermare la propria esistenza”.

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