lunedì, Gennaio 24, 2022
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Baby rapinatore ucciso, il padre: «La collanina che aveva in tasca era sua»

Vincenzo Russo respinge l’accusa secondo cui il figlio avesse compiuto già un furto prima di tentare di rapinare il carabiniere che lo ha ucciso.

Nell’attesa che il pm conferisca l’incarico per l’autopsia sul corpo di Ugo Russo, il 15enne ucciso a Napoli nella notte tra sabato e domenica durante il tentativo di rapina a un carabiniere 23enne in auto con la fidanzata, per i funerali il padre Vincenzo chiede esplicitamente offerte per il pronto soccorso dell’ospedale “Pellegrini” devastato da parenti e amici del ragazzo. “Chiunque volesse portare un fiore per mio figlio faccia invece una offerta al Pellegrini a titolo di ristoro per quanto accaduto subito dopo la sua morte“, esplicita.

L’emergenza del nosocomio infatti e’ stata vandalizzata da una ventina di persone che, dopo la morte di Ugo, hanno sfogato la loro ira contro le suppellettili, i vetri, le apparecchiature. “La collanina che Ugo aveva in tasca, quando e’ morto, e che in molti hanno pensato fosse il bottino di una precedente rapina, era invece sua. Tante foto lo dimostrano“, spiega inoltre il genitore. Resta invece da capire di chi sia l’orologio, un Rolex, trovato nella stessa tasca del giubbotto del ragazzino dai sanitari che per primi lo hanno soccorso. Secondo la procura si tratta del frutto di un altro colpo messo a segno dai due ragazzi, Ugo e il suo complice 17enne ora in comunita’, ma questa versione non e’ stata confermata dal 17enne.

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