Prima una fonte confidenziale, poi uno dei ragazzi, 15 anni, che, accompagnato dalla mamma, ha raccontato tutto ai pm e alla polizia: “So chi e’ stato, so chi ha sferrato il calcio a Gaetano. Io ero con loro e loro sono miei amici”. Questo uno degli elementi, insieme a filmati e social, dai quali gli agenti della Squadra Mobile di Napoli e dei commissariati di Scampia e Secondigliano, sono partiti per arrivare a individuare dieci componenti del ‘branco’ di ragazzini tra i 12 e i 17 anni, che hanno massacrato di botte il 17enne di Melito il 12 gennaio scorso “solo per gioco, per divertimento, senza alcun motivo”, come scrive il giudice del tribunale dei Minori nel provvedimento di nove pagine notificato a 8 ragazzi che sono stati collocati in diverse comunita’ di recupero cosi’ da evitare contatti.

Per il ragazzino pentito, l’obbligo di permanenza in casa

Colui che ha aiutato le indagini ha invece il provvedimento di permanenza in casa. Nell’ordinanza sono raccontate le scene immortalate in parte nelle immagini delle telecamere di sorveglianza della stazione metropolitana napoletana di Chiaiano. “Un’azione premeditata”, sostengono gli inquirenti. Questo perche’, cosi’ come spiegato nella misura cautelare, i passeggeri della metropolitana si vedono “cambiare percorso e direzione quando incrociano il gruppo di ragazzi che stava bloccando la porta d’ingresso della metro”, cercando una vittima predestinata. Lo ha raccontato anche il ragazzino ‘pentito’ che ha visto Gaetano quando lo hanno inseguito e poi picchiato. “Era a terra e gli hanno dato un calcio nello stomaco”, spiega il 15enne. “Devono restare in comunita’ per la gravita’ dei reati commessi e per il pericolo che possano reiterarli”, scrive il magistrato del tribunale dei Minori che ha firmato il provvedimento.

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