Una foto postata dai componenti di una baby gang su Facebook

di Giancarlo Tommasone

Sono le 22.17 di sabato 11 novembre e ci sono due ragazzini in posa in una camera da letto dall’arredamento alquanto kitsch. Si fanno scattare una foto che di lì a poco verrà postata con la seguente frase: «Non abbiate pietà per noi… perché noi per voi non ne avremo». E’ sabato sera, si esce, in giro per via Foria, la Sanità, con una puntata se possibile sul Lungomare, tappa obbligata. Una settimana dopo la scena si ripete, questa volta però il nostro ragazzino ‘difficile’ compone un collage con le foto di altri cinque amichetti ‘difficili e incazzati’. Le parole che presentano la composizione sono ancora una volta di sfida: «Quando volete, dove volete e soprattutto, con le vostre regole». Il ragazzino che fa partecipi gli altri delle sue abitudini è amico di un altro giovane; quest’ultimo è più grande di lui e spesso, molto e troppo spesso, si accompagna a tre degli indagati per il ferimento di Arturo.

Post di minacce su Facebook

Del resto la zona in cui bazzicano è la stessa, quella compresa tra piazza Cavour e piazza Carlo III. Finora il suddetto ragazzo più grande lo abbiamo trovato in diverse occasioni. E’ quello che scrive a Kekko (il 15enne arrestato per l’aggressione del 18 dicembre scorso e in carcere ad Airola) di resistere, di farsi forza in quelle quattro fredde mura, perché fuori c’è chi lo aspetta e lo ama. E’ lo stesso che viene immortalato in più di una foto accanto a F. C. anche detto il nano, a G. L. P. e a F. L. Si tratta sempre dei tre soliti indagati per i fatti di Via Foria.

L’intimidazione corre sui social network

Torniamo al ragazzino della foto nella stanza da letto dall’arredamento di dubbio gusto, tra le foto in cui impugna un’arma (ipotizziamo si tratti di un’imitazione) e quella in cui chiama all’adunata i suoi «cumparielli», ce ne sono poi, un paio, in cui stranamente le persone che gli sono accanto vengono oscurate o addirittura ‘tagliate via’ dall’immagine. Resta al centro, lasciando visibile solo un altro amico che abbraccia (la foto è del 13 novembre del 2017). «Ci sottovalutate troppo senza sapere che se vogliamo possiamo», recita la frase di presentazione. Stesso protocollo adottato anche con un altro scatto a bordo piscina, questa volta scompare il soggetto alla sua sinistra.

Le armi impugnate dai ragazzi della gang dei coltelli

C’è da chiedersi il perché. Ultima cosa alquanto singolare: dal 14 al 17 novembre scorso, il ragazzo (che fisicamente somiglia a Kekko e che indossa spesso jeans consumati e con evidenti strappi) posta foto con molta regolarità. Dopo il 17 è come se i post fossero stati nascosti. Stranamente torna a ‘condividere’ il 17 dicembre (il giorno prima del ferimento di Arturo). Solo una foto, poi ancora ‘buio’ fino al 28 dello stesso mese, quando le pubblicazioni si fanno di nuovo costanti.