di Giancarlo Tommasone

Nonostante lo scorso anno il comparto manifatturiero campano abbia fatto registrare un primato di crescita record in Italia, il +3,4%, la situazione occupazionale nella nostra regione è preoccupante. A rischio ci sono migliaia di posti di lavoro e i tagli, dovuti a previsti ridimensionamenti, non risparmiano alcun settore.

Si va dalle aziende della telecomunicazione a quelle dell’industria, passando
per i call center fino ad arrivare
alla grande distribuzione

Tra il 2016 il 2017, sono stati persi circa ottomila posti di lavoro, ma nel prossimo futuro, riorganizzazioni di organico e licenziamenti potrebbero fare altre migliaia di vittime. Con lo spettro che per alcune aziende in difficoltà, è scaduto il termine anche della copertura da parte degli ammortizzatori sociali. Il caso che maggiormente sta focalizzando l’attenzione è quello della Tim. A livello nazionale i posti a rischio sono quasi trentamila, si prospettano solo in Campania 3.000 cassintegrati. L’azienda di telecomunicazione ha infatti annunciato 12 mesi di cassa integrazione o 4.500 licenziamenti.

Alla Jabil di Marcianise preoccupazione
per il futuro occupazionale di 800 lavoratori

Altro caso preoccupante è quello degli addetti della Jabil di Marcianise. A rischio ci sono 800 lavoratori, per loro a settembre prossimo cesseranno anche gli ammortizzatori sociali. A ciò si aggiunga il fatto che, per l’azienda di elettronica industriale, il livello delle commesse stia calando a picco giorno dopo giorno.

Una manifestazione dei lavoratori Jabil di Marcianise

Non se la passa meglio la grande distribuzione: 400 operatori
sono stati licenziati o sono in procinto di restare a casa

Drastica la situazione per il Carrefour del Centro Campania di Marcianise, la cui chiusura è fissata al 30 giugno prossimo. Futuro lavorativo non garantito per 70 addetti (su 138) dell’Auchan di Via Argine a Napoli. Problemi di rilievo anche per i dipendenti dell’Ipercoop di Afragola.
Per quanto riguarda, invece, il settore agroalimentare, in affanno è pure lo stabilimento La Doria. L’azienda ha annunciato la chiusura del sito, rischiano di rimanere senza occupazione 67 addetti.
Licenziamento già annunciato per i 60 dipendenti di call center della Comdata di Pozzuoli. La crisi non risparmia le piccole e medie imprese campane. Rischiano circa 80 lavoratori delle Fonderie Pisano di Salerno. Problemi anche per i marittimi della ex Caremar, che hanno annunciato mobilitazione per rivendicare ciò che non gli verrebbe riconosciuto in materia di diritti. A ciò si aggiunga l’incertezza che attanaglia i circa 150 marittimi della TTTLines, a Napoli, dopo la cessione delle rotte alla Grimaldi. La situazione al momento, per le aziende, non lascia presagire nulla di buono in Campania. L’ombra del crac per molte di esse si staglia in maniera sempre più preoccupante sullo sfondo.