Hilarry Sedu, neo consigliere dell'Ordine degli avvocati di Napoli
Hilarry Sedu, neo consigliere dell'Ordine degli avvocati di Napoli

di Francesco Vitale

Di traguardi da tagliare, Hilarry Sedu ne sa qualcosa. Trentatré anni il prossimo giugno, ex calciatore (ha smesso a causa dei troppi infortuni), avvocato, è nato in Nigeria, ma è praticamente cresciuto tra Castel Volturno e Napoli. Alle scorse consultazioni del Coa, si è presentato con la lista Evoluzione forense e ha strappato un pass da consigliere.

E’ il primo avvocato di colore eletto
in un ordine professionale.
Si batte, stando a quanto
ha spesso dichiarato, per lo ius culturae.

Vicino alle posizioni del Pd, ha più volte espresso, attraverso dichiarazioni pubbliche e la piazza virtuale, quella dei social, pensieri «antisalviniani», ma non ha risparmiato critiche rivolte pure al vicepremier Di Maio e al M5S.
«C’è un’opera che mi piace assai, si intitola “Vesti la Giubba”, e mai come di questi tempi riscontro una simpatica (sarcastica) analogia con il Ministro Salvini», scrive Sedu lo scorso 15 gennaio in un post su Fb, riferendosi all’abbigliamento del ministro dell’Interno (quello con i giubbotti delle forze dell’ordine, per capirci).

Spiega: «Viene intonata alla fine del primo atto da Canio, che si prepara per la commedia nel ruolo di Pagliaccio nonostante abbia appena scoperto il tradimento della moglie Nedda (nel caso Salvini, la bella Elisa Isoardi).  Quest’aria rappresenta il concetto di “clown tragico”, come tragici sono i provvedimenti attuati da questo governo in oltraggio alla Costituzione. Indossare la giubba della polizia, poi dei vigili del fuoco, e ancora della guardia di finanza sconfinando in poteri precostituiti dello Stato che non gli pertengono è un atto da pagliaccio. E i pagliacci non sempre fanno ridere, anzi nel caso di specie generano odio sociale invece di ilarità». «Ministro, se proprio vuoi divertirci “vesti la giubba e la faccia infarina…tramuta in lazzi lo spasmo ed il pianto”. Tu se’ pagliaccio», chiosa l’avvocato, citando appunto l’opera di Ruggero Leoncavallo.

Il post pubblicato su Facebook

Sul decreto sicurezza «ritengo legittimo articolare il seguente pensiero: il Consiglio Superiore della Magistratura, chiamato ad esprimersi con parere prima dell’adozione del controverso decreto, ha dichiarato – all’unanimità – che il decreto Salvini è incostituzionale, e nonostante ciò l’attuale governo per farlo approvare ci ha dovuto apporre la “fiducia”», annota su Facebook il 3 gennaio, e chiude con l’invitare «tutti gli italiani, che hanno a cuore le sorti di questa bellissima Repubblica, alla disubbidienza delle leggi che violano i principi costituzionali e della nostra democrazia. Salvini non è cittadino italiano».

L’invito alla disobbedienza e l’attacco
alla sinistra che non c’è

C’è qualcuno che fa notare a Sedu, «se per disobbedienza intendi quella gandhiana, ossia la c.d. disobbedienza civile, posso comprendere il tuo ragionamento… ma dal punto di vista squisitamente giuridico… le tue affermazioni sono pericolose e frutto di una battaglia ideologica e politica che nei fatti la sinistra ha già perso per le politiche miopi attuate negli ultimi 10 anni». Il 26 novembre scorso l’avvocato scrive ancora su Facebook, «di volta in volta pubblico post contro il Ministro Salvini. Che parla alla pancia della gente, è fascista, è razzista e bla bla bla… Ma la sinistra dov’è?! E’ mai possibile che l’attuale governo parla di condoni indiscriminati e la sinistra replica “sei razzista”? Vogliono uccidere l’occupazione con l’arma letale del reddito di cittadinanza, la sinistra replica “è un governo fascista”».