Una conversazione intercettata tra due legali svela le difficoltà economiche del super latitante di Castellammare di Stabia

di Mauro Della Corte

Anche i superboss possono attraversa un periodo di difficoltà economiche. Nessuno escluso, lo sa bene il trafficante internazionale Raffaele Imperiale, detto Lello di Ponte Persica. Una difficoltà che può portare anche a non pagare i propri avvocati, «strumenti» fondamentali per continuare impunito la propria carriera all’interno della criminalità organizzata. I particolari emergono nella conversazione intercettata tra due legali (difensori di Imperiale, i cui nomi sono riportati nell’ordinanza) avvenuta la sera dell’8 aprile 2014. A quella data, rileva uno dei due, non aveva ancora percepito i compensi che gli spettavano per le prestazioni professionali rese in favore di persone collegate e/o riconducibili allo stesso «Lelluccio» di Ponte Persica.

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Una questione che l’intercettato afferma di aver fatto presente al superboss, come gli aveve fatto presente anche i numerosi impegni giudiziari del collega, il quale partecipava frequentemente ad udienze in vari Tribunali dislocati su tutto il territorio nazionale, in qualità di difensore di fiducia di imputati per i quali l’Imperiale doveva provvedere al pagamento delle spese legali. Problematiche che il boss del «Van Gogh» si era dimostrato disponibile a risolvere. «Quanto prima gli dica all’avvocato che sistemo la situazione» avrebbe affermato.

Proseguendo nella conversazione il legale lamentava che le sue prestazioni professionali «al pari del suo interlocutore, non venivano remunerate da circa due anni» si legge nell’ordinanza dell’intercettazione. Un’affermazione a cui l’interlocutore risponde con tono sorpreso: «Sta correndo dei rischi ed oltretutto non viene neanche pagato»)

Problemi di liquidità dopo il maxi sequestro di cocaina

Non riuscendo a spiegarsi l’atteggiamento assunto nell’ultimo periodo, ipotizzava: «io ho l’impressione che ci sia stato … ben peggio … ora non so se deriva dalla questione amministrativa di ottobre o altre questioni, però mi sa che qui ci sono delle difficoltà, perché non è nello stile, mi capisca …». A cosa si riferisce? Dalla conversazione si evince che qualcosa è accaduto nel precedente mese di ottobre, un qualcosa che ha determinato le difficoltà economiche del boss.

Ma cosa era accaduto? Nell’ordinanza gli inquirenti ricordano il maxi sequestro di droga (1.330 kg. di cocaina) che aveva evidentemente determinato una forte perdita finanziaria per l’organizzazione. Durante l’operazione che portò al sequestro, inoltre, venne anche arrestato Vincenzo Aprea.

«Guardi, ancora qualche giorno resisto e poi basta, poi non faccio più niente … si trattasse di fare … io ogni volta che faccio qualcosa spendo dei soldi, centinaia di euro …» risponde l’altro legale dopo aver ascoltato le lamentele del collega.

Il giorno successivo il primo legale, rientrato dall’Olanda, contattava di nuovo il collega, aggiornandolo sulle novità finanziarie del bosss, di cui aveva avuto contezza dopo un incontro d’affari avvenuto la sera precedente. Il super latitante, secondo quanto raccontato nella telefonata, non era più in Olanda, ma aveva spostato il centro dei suoi affari, e relative liquidità negli Emirati Arabi.

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