martedì, Agosto 9, 2022
HomeNotizie di PoliticaAveva ragione Le Figaro, la Campania è il terzo mondo

Aveva ragione Le Figaro, la Campania è il terzo mondo

Si chiude la scuola senza pensare al futuro dei bambini

di Mauro Della Corte

La Campania è ormai una repubblica autonoma? Sembrerebbe di sì visto le decisioni del presidente della Regione Vincenzo De Luca in puntuale contrapposizione a quanto stabilito dal governo Draghi. L’ultima, in ordine temporale, è quella con cui ha rimandato, per l’ennesima volta, la riapertura delle scuole dell’infanzia, elementari e medie in totale spregio dei bisogni dei bambini campani. L’anno scorso il governatore, e già sbagliava, chiedeva il sacrificio ai più piccoli teorizzando che con l’avvento dei vaccini avrebbe riaperto in «sicurezza e per sempre». Ieri invece, smentendo perfino se stesso, ha comunicato la decisione ad appena due giorni dalla data in cui i piccoli avrebbero dovuto far ritorno in classe. Non bastano proteste, scioperi, discussioni o altro. In Campania comanda lui e decide lui con buona pace (?) per tutti quanti.

Bambini più penalizzati d’Europa

La sensazione però è che in realtà sia in atto l’ennesima guerra politica sulle spalle dei più bimbi e dei ragazzi che, dati alla mano, sono i più penalizzati d’Europa avendo trascorso più tempo dietro un computer che in classe. E non siamo stati i soli a lancare l’allarme, lo hanno notato perfino dall’estero, perfino il New York Times ci ha fatto un servizio in cui denunciò come le nostre scuole «sono rimaste chiuse più a lungo del resto del Paese» a causa «del presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca» che è arrivato «a deridere l’idea che i bambini della sua regione potessero piangere per voler andare a scuola».

Una mancanza di rispetto, se è consentito sottolinearlo, soprattutto per il loro futuro che ha bisogno di basi solide, da gettare oggi. Eppure anche l’Oms avvertì: «I governi hanno esagerato. Anche in pandemia la scuola deve essere l’ultima cosa a chiudere». Ma De Luca non la pensa così ed è la prima cosa che chiude.

ùQualcuno potrebbe spiegargli che con queste decisioni non si fa altro che favorire la dispersione scolastica? Che si penalizzano i più sfortunati che non hanno mezzi per seguire la didattica a distanza o per farsi una cultura da soli? Che si preclude ai bambini la socializzazione? Senza contare i danni ai genitori lavoratori che non sanno a chi affidarli. L’anno scorso esisteva il bonus baby sitter. Oggi, il Governo e la Regione, passata la campagna elettorale, non hanno elargito un euro di sussidio alle persone in difficoltà nemmeno a piangere in aramaico antico. Si ha la sensazione che i soldi dati a piene mani da De Luca e company nel 2020 servissero solo a ottenere consenso elettorale per la riconferma a Palazzo Santa Lucia.

«Passato il Santo, passata la festa» si dice a Napoli

E così passate le elezioni il governatore ha ripreso i suoi modi di fare. Modi da un uomo solo al comando, senza un barlume di concertazione con le parti sociali. Forse solo i presidi e i sindacati per non aver problemi. La cosa più tragica però è che anche gli assessori regionali che dovrebbero ben consigliarlo sembrano invece assenti o pronti a obbedire. L’unica dichiarazione che si è permessa di fare l’assessore Lucia Fortini, competente al ramo della scuola, è stata per «lisciare il pelo» (per usare un’espressione cara allo sceriffo salerninato) al suo mentore politico.

«Anche altri governatori erano sulla lunghezza d’onda di De Luca ma non lo hanno fatto, la difesa della sua idea merita a De Luca il rispetto di tutti» ha detto l’assessore al ramo. Che sviolinata. Ed è arrivata a minacciare il governo affermando che se impugnerà l’ordinanza poi dovrà «prendersi grande responsabilità se ci fosse un’impennata dei contagi tra gli studenti». Ed è proprio quello che sta facendo Roma, quello che sta facendo il ministro Bianchi. Si sta prendendo la responsabilità di pensare al futuro dei bambini. Cosa che De Luca vuole impedire pensando solo al presente dei più grandi.

E allora ben vengano le parole del ministro che ammonisce Palazzo Santa Lucia

«La legge è molto chiara: permette ai presidenti di Regione di intervenire solo in zona rossa e in circostanze straordinarie. Queste condizioni oggi non ci sono» ha affermato Bianchi in una intervista. Ben venga l’impugnazione del provvedimento da parte del Governo, ben vengano le proteste dei genitori. Una petizione su change.org in poche ore ha raccolto 23 mila firme per chiedere l’immediata ripresa delle lezioni in presenza.

Meritevole di menzione l’iniziativa dell’Associazione Scuole Aperte Campania che invita le famiglie a diffidare i dirigenti scolastici che nelle prossime ore dovessero comunicare l’attivazione della didattica a distanza. Il futuro delle nostre città, della nostra civiltà appartiene ai bambini e noi glielo stiamo rendendo sempre più buio e difficile solo per soddisfare l’ego di qualcuno. Poi non lamentiamoci se giornali come ‘Le Figarò’ ci definiscono «terzo mondo», non riusciamo ad assicurare un avvenire migliore ai più piccoli ma gli togliamo anche le basi del vivere civile.

Leggi anche...

- Advertisement -