Questa sera in onda il programma su Rai3.

In Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna vive il 30% della popolazione italiana. Ma si produce il 40% del Pil. Oggi le tre regioni chiedono una maggiore autonomia per gestire 16 miliardi di spesa pubblica in più. Per alcuni garantirà maggiore efficienza nella spesa pubblica. Per altri è una secessione dei ricchi, che produrrà un impoverimento del Mezzogiorno. Nell’approfondimento di Manuele Bonaccorsi con la collaborazione di Giusy Arena in onda questa sera nel corso del programma ‘Report’, alle 21.20, su Rai3, si cercherà di capire chi ci guadagna e chi ci perde dall’autonomia differenziata. Nell’inchiesta saranno, inoltre, presentati i dati raccolti nel dossier “Il calcolo disuguale. La distribuzione delle risorse ai comuni per i servizi”, elaborato da Openpolis in collaborazione con ‘Report’. Dati che mostrano come dalla richiesta di maggior indipendenza da parte delle Regioni ne uscirebbe “scippato” il Sud, con Giugliano e Afragola come Comuni più danneggiati. Al terzo posto ancora una città del Sud, Reggio Calabria.

E questi numeri si uniscono al rapporto 2019 sull’economia e la società del Mezzogiorno presentato dallo Svimez. “Le eventuali concessioni di autonomia rafforzata devono essere motivate dall’interesse nazionale, non da quello particolare delle singole regioni richiedenti”, stigmatizzando “l’uso strumentale del concetto di residuo fiscale, misura della redistribuzione riferibile agli individui, non ai territori”. La “vera sfida”, secondo Svimez, è “un’attuazione ordinata del federalismo fiscale” che “si basi sulla definizione dei costi standard e dei livelli essenziali delle prestazioni, al fine di assicurare pari diritti di cittadinanza e un Fondo perequativo per colmare il deficit infrastrutturale”.

Le richieste di regionalismo differenziato, si legge nel rapporto, “vanno valutate nel contesto di un`attuazione organica, completa, equilibrata, del nuovo Titolo V. In quest’ottica il confronto sulla valorizzazione delle autonomie e la riduzione delle disuguaglianze va depurato dalle scorie rivendicazioniste provenienti da Nord e da Sud e riportato sui temi nazionali della qualità delle politiche di offerta dei servizi pubblici e su quelle necessarie per la ripresa della crescita”.

La Svimez è “favorevole alla costruzione di un fronte unitario intorno ad un Sì convinto ai principi del federalismo cooperativo nell’interesse del Paese per rendere sostenibili le richieste di autonomia”.

La “vera sfida è un’attuazione ordinata del federalismo fiscale per privare anche le classi dirigenti meridionali degli alibi dell`attuale centralismo avaro, utile per rivendicare più risorse e per nascondere le inefficienze. Una sfida che si basi sulla definizione dei costi standard e dei Lep (livelli essenziali delle prestazioni), al fine di assicurare pari diritti di cittadinanza e un Fondo perequativo per colmare il deficit infrastrutturale”, conclude il rapporto.