ricerca scientifica

Il professor Sandro Stajano, direttore del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Federico II di Napoli, ha dato notizia che il prossimo il29 luglio si terrà un Osservatorio per presentare gli eventuali rischi che l’autonomia differenziata potrà causare nel campo della ricerca scientifica.

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In Commissione Cultura, presieduta dalla consigliera Elena Coccia, sono già state discusse le eventuali ripercussioni che l’autonomia differenziata potrà avere sui beni culturali, sulla sanità e sulla scuola.

Ora però Stajano vuole far capire come il progetto autonomia alle Regioni a statuto ordinario, definito da quest’ultimo “regionalismo differenziato”, lederebbe “profondamente alcuni principi fondamentali della Costituzione italiana, smantellando di fatto l’unitarietà nazionale e incrementando disuguaglianze che non giovano alla sviluppo economico del Meridione”.

“Se si pensa in particolare alle centrali della ricerca – spiega il direttore del Dipartimento – come l’Università, i dati mostrano chiaramente che l’approvazione del provvedimento non farebbe che accrescere le sperequazioni, in un sistema per il quale gia’ si sono registrati tagli lineari del 14,9% a fronte di una redistribuzione agli Atenei del Sud che ammonta appena al 13% delle risorse tagliate”.

In commissione anche Raffaella Salvemini, primo ricercatore del CNR, la quale ribadisce che sarebbe opportuno “anche puntare, attraverso gli studiosi che fanno ricerca in Italia, sugli elementi che evidenziano l’unità del Paese e non le sue differenze e, per questo, sarebbe utile che a questa mobilitazione contro lo smantellamento del sistema costituzionale partecipassero anche altri Atenei del Sud”.