Stanziati 310mila euro per i lavori di restyling dell'auditorium a Scampia

di Giancarlo Tommasone

Con una riunione di giunta dello scorso 10 maggio, il Comune di Napoli ha approvato una delibera per il ripristino dell’auditorium «Fabrizio De Andrè», in Viale della Resistenza a Scampia. Per il restyling del centro polifunzionale sono stati stanziati 310mila euro.

I lavori di ripristino
per il recupero
della struttura
devastata

I lavori si rendono necessari per recuperare il polo, dopo più di un anno di occupazione da parte di una decina di nuclei rom. Le porte erano state aperte alle famiglie, dopo l’incendio del campo di Via Cupa Perillo, verificatosi ad agosto del 2017.

«Dovevano restare da noi per quattro giorni, da questo punto di vista avevamo ricevuto rassicurazioni precise dal Comune – dichiara a Stylo24, il presidente dell’Ottava Municipalità di Napoli, Apostolos PaipaisE’ passato più di un anno».

Il presidente Paipais:
la struttura
è stata gravemente
danneggiata

Alla fine, la vicenda ha trovato una soluzione, «ma c’è stato bisogno di una lunga serie di sollecitazioni da parte della Municipalità nei confronti del Comune e di una denuncia alla Procura della Repubblica», sottolinea il presidente dell’ottavo parlamentino.

Le famiglie rom,
ospitate nell’auditorium,
hanno ricevuto
un contributo
(5mila euro a nucleo)
per lasciare la struttura
e per trovare
un’altra sistemazione

La maggior parte ha accettato il denaro quasi subito, per altri occupanti, invece, si è dovuto aspettare un po’ di tempo in più: la struttura è stata «liberata»  a metà dello scorso dicembre (dopo 16 mesi), a una settimana da Natale. Il bonus complessivo elargito da parte del Comune ha superato i 50mila euro. Ma nel frattempo, cosa è successo all’interno dell’auditorium? «E’ stato praticamente devastato, servizi igienici danneggiati e resi inservibili, impianto elettrico manomesso e quindi da rifare completamente. Inoltre sono state rubate e portate via impianto video, audio e finanche quello delle luci. Un disastro totale», commenta Paipais. «C’è da aggiungere che, dopo anni, grazie alla sinergia con l’assessorato alla Cultura del Comune di Napoli, siamo riusciti a portare a compimento l’iter per la procedura dell’agibilità della struttura, che prima era provvisoria e quindi da rinnovare, evento dopo evento», conclude Paipais. In tutto questo, va considerato il fatto, che un polo per il rilancio di un quartiere sensibile come quello di Scampia, è praticamente negato alla collettività da 21 mesi, e chissà quanto tempo ancora ci vorrà per ripristinarlo.

C’è da farsi un paio di domande: perché nel periodo in cui le famiglie rom sono state alloggiate nell’auditorium, nessuno dal Comune ha controllato, non solo le condizioni in cui queste persone stavano vivendo (indecorose, come risulta da diversi dossier giornalistici e denunce di associazioni del territorio), ma i danni subiti dalla struttura in cui erano ospitate? E’ questa la solidarietà, l’efficacia del welfare dell’Amministrazione arancione? A parte tutto, bisogna sottolineare come detta solidarietà, ancora una volta, per incapacità da parte di Palazzo San Giacomo, costi alla collettività, oltre 360mila euro.

Quanto costa
alla collettività
la solidarietà
arancione

Ci si prende cura delle persone in difficoltà (ed è sacrosanto farlo) in maniera costante, non ci si «dimentica» di loro per 14 mesi, dopo averle semplicemente ‘accolte’ e lasciate a se stesse in una struttura comunale, e alla fine si liquidano con un bonus. Se sono queste la portata, la natura e l’efficacia e della solidarietà arancione (e a guardare i fatti, lo sono), si faccia qualcosa per correggere il tiro, perché l’Amministrazione tra circa un mese, presenterà (come ampiamente annunciato) la flotta napoletana salva-migranti. E allora ci sarà bisogno di ben altro tipo di impegno e di fatti rispetto a quelli che (non) si sono visti finora.