Il caso fatto emergere da un’inchiesta della nostra testata

di Giancarlo Tommasone

All’esterno della parrocchia, nel quartiere Avvocata, a Napoli, ci sono molti giovani, accanto a loro il prete che l’otto ottobre scorso ha inoltrato nel gruppo WhatsApp degli Adoratori del Santissimo Sacramento (chat che conta la partecipazione di una ottantina di fedeli) un audio assai misterioso. La registrazione che Stylo24 ha pubblicato in esclusiva il 9 ottobre, dura 12 minuti e otto secondi, e contiene quello che sembra un esorcismo a tutti gli effetti. Il religioso in questione è noto in città anche per il suo impegno nel sociale. Ci riceve sulle scale della chiesa, ha fretta perché deve prepararsi per il Rosario, lo seguiamo mentre percorre la navata e ci fermiamo a parlare con lui, per qualche minuto. Rispettando la sua richiesta, non ne faremo il nome, né individueremo con precisione la parrocchia presso la quale celebra. Anche perché la questione è assai delicata, e non è escluso che la Curia possa avviare una indagine che porti a conseguenze sul fronte «disciplinare».

ad

A sottolineare quest’ultima eventualità, è stato, ieri mattina, don Gennaro Matino, presbitero e scrittore napoletano, nel corso di un collegamento con Gianni Simioli della Radiazza (la trasmissione che va in onda su Radio Marte) incentrato proprio sulla notizia riportata dalla nostra testata. «Il file mi è stato girato da un amico, anche lui, un prete, e io l’ho inoltrato nel gruppo WhatsApp del Rosario, un cerchio ristretto,nemmeno una decina di persone, tutte adulte», spiega il parroco della chiesa del quartiere Avvocata. Perché? Gli chiediamo. «Per discuterne con loro, avere il loro parere», risponde il religioso.

La chat degli Adoratori del Santissimo
Sacramento conta 81 partecipanti

Dal materiale di cui Stylo24 è entrato in possesso, risulta però che il gruppo multimediale sia formato da una ottantina di fedeli (81 per la precisione), dunque un numero elevato, non certo quello che può far definire, un cerchio, ristretto. Ma tornando al file, quando il parroco lo inoltra, lo accompagna da una nota introduttiva: «Vi invio un audio di un esorcismo, in cui il diavolo è costretto a dire, comandato dal sacerdote, l’importanza del Santo Rosario». Quindi, chiediamo al prete: lei crede che quello che ha inoltrato sia l’audio di un vero esorcismo? «Non lo so, perché non l’ho ascoltato. Appena ricevuto, l’ho messo in chat, per le ragioni di cui ho detto prima», risponde.

L’esclusiva di Stylo24 / Audio – Il mistero del file
con l’esorcismo, paura tra i fedeli di Napoli

Ma, ribattiamo: lei scrive che si tratta di un esorcismo, quindi si ipotizza non solo che lei abbia ascoltato l’audio, ma che ritenga che si tratti della registrazione relativa a un rito per contrastare una possessione demoniaca. «Ribadisco, a me l’ha girato un amico prete e l’ho inoltrato nel gruppo. Ho assistito a degli esorcismi, e io, su questo argomento, posso dire che credo solo a quello che ho visto». Nel corso della registrazione, effettuata si ascolta una persona che dice di essere un esorcista milanese, sa chi ha prodotto l’audio? Chiediamo ancora. «La persona che me l’ha girato, ha detto si tratta di un certo don Ambrogio, ma non so altro». Per avere qualche notizia in più, manda un messaggio vocale, utilizzando sempre WhatsApp, all’amico prete. Non c’è tempo per sapere della ricezione di una eventuale risposta. Siamo ai saluti finali della breve conversazione, il parroco deve andare a celebrare il Rosario. Prima, però, gli domandiamo se crede sia stata opportuna l’azione da parte sua, di un prete, di inoltrare quell’audio dai contenuti così delicati e «difficili» (per di più – ha detto lui – senza nemmeno prima ascoltarlo) in una chat a cui partecipano i fedeli. «Ripeto, l’ho inoltrato solo per avere un parere da parte dei componenti del gruppo, qualcuno, poi, ha creduto bene di diffonderlo a sua volta. E mi rendo conto di aver agito con troppa leggerezza», risponde.