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Sabato mattina alle 9.30 al Palazzo dei congressi di Lacco Ameno verra’ presentata la mappa bionomica dell’area marina protetta ‘Regno di Nettuno’. Per la prima volta la stampa potra’ vedere video e foto inediti riguardanti le scoperte effettuate in tutto il Golfo di Napoli. “Per la realizzazione della mappa bionomica, cioe’ la cartografia della distribuzione dei diversi tipi di habitat presenti sui fondali marini, sono state utilizzate – spiega Giovanni Fulvio Russo, presidente della Societa’ italiana di Biologia marina – moderne tecniche gis ma anche robot subacquei muniti di telecamera rov. Si tratta dell’elemento di base propedeutico per qualsiasi pianificazione o intervento di gestione di un’area marina protetta”.

 

“I diversi habitat risultanti – prosegue Russo – sono stati rappresentati su mappa con campiture di colore diverso, evocative del paesaggio subacqueo da essi caratterizzato. Sulla base della composizione in specie caratteristiche delle comunita’ biologiche viventi sui fondali, sono stati individuati ben 24 habitat, distribuiti nell’area in modo da formare un mosaico ambientale molto eterogeneo e complesso. Tra i tanti habitat, e’ da sottolineare innanzitutto la presenza di vaste praterie formate dalla pianta marina posidonia oceanica, che circondano le isole formando una fascia protettiva ad alta biodiversita’ che ha poche interruzioni. Di particolare rilevanza per l’elevata biodiversita’ sono anche i fondi a rodoliti, veri e propri ‘ciottoli viventi’, e le biocostruzioni calcaree del coralligeno, analogo nel Mediterraneo delle ben piu’ note scogliere coralline dei mari tropicali. Questi habitat forniscono anche all’uomo servizi ecosistemici importantissimi per l’equilibrio climatico, primo fra tutti il sequestro di anidride carbonica, gas serra tra i principali responsabili del surriscaldamento globale del pianeta. L’informazione cartografica costituira’ l’elemento di base per le future politiche di gestione dell’area marina protetta e verra’ subito utilizzata – conclude – nel progetto, attualmente in corso, sulla contabilita’ ambientale per il calcolo del valore del capitale naturale custodito dai fondali delle isole di Ischia, Procida e Vivara”.

 

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