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Un viaggio in sei secoli di storia, con lo spirito di un investigatore e con la curiosita’ che occorre per scoprire aspetti inediti di storie arcinote. E la prima Escape Room culturale sembra quasi una trasposizione in chiave partenopea del giallo storico di Umberto Eco, “Il nome della rosa”. Una biblioteca, un frate, un libro, dei codici da scoprire e una tresca di sei secoli fa che non dovrebbe mai venire alla luce: sono gli elementi di un gioco, una serie di enigmi da risolvere nella biblioteca di Fra Landolfo Caracciolo, nel complesso monumentale di San Lorenzo Maggiore.

Fatti storici che si mescolano a un racconto e coinvolgono in un’esperienza interattiva i visitatori, nel progetto realizzato dall’associazione San Bonaventura Onlus in collaborazione con i Frati Minori Convenutali.

 

Sara’ possibile giocare con la storia di Napoli, grazie all’app, ai video interattivi realizzati in un anno di lavoro di ricercatori, informatici, grafici e attori. C’e’ infatti un frate che conduce il gioco, ed e’ l’attore Peppe Barile, che ha prestato la sua voce e il suo volto alla guida che introdurra’ il visitatore ai misteri della biblioteca del convento. Ma non e’ un gioco infinito. Si ha soltanto un’ora a disposizione per datare una pergamena antica, riuscire a determinare un punto su una mappa consunta o rispondere agli indovinelli.

E’ un gioco adatto ai ragazzi dai 13 anni in su, ma non c’e’ limite di eta’ per cimentarsi nelle prove.

 

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