“Continuano le offese ai danni dei basolati di Napoli, ieri al Borgo di Porta Grande a Capodimonte è stato coperto con asfalto una parte del Basolato vesuviano. Bisogna fermare questo scempio per questo è necessario estendere il vincolo per il basolato vesuviano in tutte le Municipalità. Infatti, con decreto del 7 agosto del 2014, firmato dall’allora direttore regionale del Mibact Gregorio Angelini, la Soprintendenza vincolava per conto del Ministero dei Beni e delle attività culturali il basolato napoletano di pietra lavica del Vesuvio”.

Una decisione che si rifà a due decreti legislativi. Il primo del 20 ottobre del 1998, numero 368 e il secondo del 22 gennaio 2004, numero 42, come citato nello stesso atto.
Purtroppo, quell’atto si limitava a vincolare il solo basolato storico nel territorio della Municipalità 2 del Comune di Napoli.

 

“Ci chiediamo qual è la differenza storico-culturale-paesaggistica delle Municipalità di Napoli?” – Ha commentato l’Architetto Enzo Russo del Comitato Scientifico di Green Italia.
“Perché – continua Russo – non dichiarare di interesse storico artistico anche il basolato delle altre Municipalità di Napoli  e quindi sottoporlo a tutte le disposizioni di tutela contenute nel decreto legislativo?”.

“Pertanto, prima che sia troppo tardi, Green Italia ha inviato una richiesta al Soprintendente per estendere il vincolo a partire dalla Municipalità 3 che conserva ancora nei vicoli e nelle piazze dei Vergini e della Sanità e lungo le pendici della Collina di Capodimonte, che partono da via Foria, l’antica pavimentazione”.