giovedì, Ottobre 6, 2022
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Attore Gomorra sfrattato da clan: «Via da Napoli per paura»

L’uomo cacciato da casa insieme alla madre per un debito di pochi euro

Dopo avere subìto, con l’anziana madre, pressioni, minacce e aggressioni per lasciare la casa di Scampia dove aveva sempre vissuto, ha deciso di abbandonare la città e scontare gli arresti domiciliari per spaccio di droga lontano da Napoli, l’ex attore di Gomorra sfrattato dalla camorra nel luglio 2021 per un grammo di cocaina acquistato un anno prima ma mai pagato. La circostanza emerge dall’ordinanza cautelare con la quale il gip di Napoli Linda D’Ancona ieri ha disposto due misure cautelari nei confronti dei due «emissari della camorra» – Leopoldo Marino e Carmine Landolfi – arrestati dai carabinieri con l’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Dalla stessa ordinanza emerge anche che quella casa venne occupata poi da un altro nucleo familiare.

Per tre giorni consecutivi i due uomini del clan hanno sottoposto madre e figlio (quest’ultimo su una sedia a rotelle a causa di due fratture alle gambe che si era procurato mentre era ai domiciliari), a minacce anche di morte per costringere la coppia a lasciare la casa e a non farsi più vedere a Scampia. E alla fine ottengono quello che vogliono.

«Io e mia madre, rimasti ormai per strada», scrive nella denuncia alle forze dell’ordine l’ex attore di Gomorra (ha ricoperto un ruolo secondario e, dopo avere perso più volte lavori precari, ha cominciato a sbarcare il lunario spacciando per la criminalità organizzata, prima di essere arrestato), «trovammo rifugio sui ballatoi della Vela Rossa dove siamo rimasti tutta la notte impauriti e scossi per quanto accaduto».

«Ho un forte timore per la mia incolumità»

Nello spiegare i fatti, l’uomo non nega di essere anche seriamente preoccupato per l’incolumità sua e della madre la quale, invece, dopo i fatti preferì restare in città, a casa di parenti, mentre lui se ne andò lontano. «Ho un forte timore per la mia incolumità perché – spiega ai carabinieri poco prima di lasciare la città – so per certo che sono persone (i due aggressori arrestati ieri, ndr) appartenenti o vicine al clan della ‘Vanella Grassi’ pertanto solo oggi ho avuto il coraggio di denunciare quanto subìto».

«Sono sicuro – dice ancora l’ex attore di Gomorra – che il debito (di appena 60 euro, poi lievitati addirittura a 2.500 euro, ndr) era solo il pretesto di queste persone per impadronirsi della mia abitazione che sicuramente gli serve per lo spaccio di droga».

«La contesa tra i gruppi criminali contrapposti», spiega il giudice per le indagini preliminari nell’ordinanza, «…pur avendo principalmente ad oggetto la conquista delle piazze di spaccio, si è estesa a qualsiasi altra attività o situazione inerente quel territorio dal momento che l’affermazione del predominio in una zona implica un atteggiamento predatorio e intimidatorio che si esplica in tutti i settori, da quello commerciale, con le estorsioni ai titolari di negozi e agli imprenditori edili, a quello immobiliare, con la gestione illecita delle occupazioni abusive di alloggi pubblici, occupazione permanenza nelle abitazioni che può avvenire solo con il consenso dell’organizzazione camorristica dominante»

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