Lorenzo Medici: «Non ci convocano da due anni, se la suonano e se la cantano. È il caos»

La Funzione Pubblica della Cisl Campania denuncia la Regione per attività antisindacale. La federazione guidata da Lorenzo Medici ha dato mandato al proprio Ufficio Legale di procedere ai sensi dell’art. 28 della legge 300 (lo Statuto dei lavoratori) perché da due anni non c’è stata alcuna convocazione per confronti di merito su materie per le quali sono specificamente previsti. «È il caso di dire – sottolinea il leader della categoria – che l’Amministrazione se la canta e se la suona. Approva le delibere che ritiene opportune e va avanti senza ascoltare le parti sociali. Il risultato? Un vero e proprio far west. Il precariato è fuori controllo, il tracciamento è saltato, di fondi contrattuali e politiche di reclutamento non se ne parla proprio, il Comitato per la Sicurezza nei luoghi di lavoro non è mai stato convocato, le indennità Covid non si sa che fine abbiano fatto. Ogni struttura sanitaria fa quello che ritiene opportuno, e non si contano più i ricorsi alla magistratura, ed alle decisioni che ne conseguono in attuazione delle sentenze, a volte diverse l’una dall’altra sullo stesso tema. Insomma, un vero e proprio caos che non giova a nessuno. Perciò è il momento di cambiare registro. La nostra denuncia, che si inserisce nella più ampia iniziativa di mobilitazione confederale, vuole avere l’obiettivo di mettere ordine e di ripristinare regole che sono da tempo non rispettate».

Al centro dell’attenzione del sindacato, tra l’altro, la delibera di definizione degli esercizi 2020-2021 dei limiti delle prestazioni e di spesa, i contratti con gli erogatori privati per volumi e tipologie di assistenza nella macroarea della riabilitazione, ed il piano triennale di fabbisogno del personale delle aziende su cui continuano a fioccare interrogazioni in Consiglio regionale con cui si chiede che lo stesso debba essere attuato nel rispetto della risoluzione di maggioranza al Defr 2021-2023.

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«Una vera e propria priorità – conclude Medici – per la quale continueremo a batterci perché non è pensabile che la burocrazia faccia il contrario di quanto decide l’istituzione e continui a non stipulare contratti di 36 mesi con il personale precario senza rispettare la volontà dell’assemblea legislativa».

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