Una particolarità, nell’articolata e complessa vicenda del bando di gara Soresa per la fornitura di protesi ortopediche e cementi alle Asl campane, spetta al ricorso della società Dam (che abbiamo già incontrato per la presunta incompatibilità tra un commissario esaminatore e l’amministratore della stessa azienda) presentato al Tar Campania per chiedere l’annullamento, previa sospensiva, di alcuni lotti in cui la Dam non era risultata vincitrice.
La posizione della Dam, che ha sede a Nola, merita un approfondimento perché, nell’atto firmato dall’avvocato Alfredo Passaro, ci sono degli spunti che allungano una ombra inquietante sulla procedura di gara e, soprattutto, su come siano state gestite le fasi, lunghe e laboriose, di valutazione delle offerte. Infatti, si legge nel documento, la prima anomalia è che «non vi è traccia né di una minima procedura di conservazione né di come i progetti vengano messi a disposizione della commissione di gara per l’esame e prosieguo».

Per i ricorrenti, la commissione di gara (in cui siede anche il cognato dell’amministratore della Dam) «ha operato in modo confusionario e senza un criterio logico» considerato che «i lotti vengono esaminati in modo poco articolato e vengono sospesi per essere ripresi non nella seduta successiva ma dopo molte sedute». A questo punto, l’avvocato Passaro denuncia la «possibile manipolazione da parte di terzi soggetti estranei ai membri della Commissione» degli atti. L’indizio? Consisterebbe nel tempo necessario per «l’esame di tutta la documentazione, la valutazione della stessa, anche mediante la verifica del campione prodotto dai concorrenti, la redazione sia del verbale che della scheda tecnica allegata»; tempo che va «da un’ora e quarantacinque minuti a un massimo di tre ore». «Un tempo assolutamente incongruo – si legge nella memoria – per giustificare una tale rilevante attività istruttoria da parte di tre componenti il collegio, anche se esperti nella materia».

ad
Giovanni Porcelli, presidente Soresa
Giovanni Porcelli, presidente Soresa

Ragion per cui, secondo la Dam, l’«operato dello stesso organo collegiale» sarebbe «illegittimo» per «aver disatteso la normativa concernente la trasparenza, correttezza e continuità dell’azione amministrativa a fronte di attività del tutto carente».
I lavori della commissione di gara, infatti, sono iniziati nel novembre 2015 e si sono conclusi nel marzo 2017, e la maggior parte dei lotti «non è stata esaminata nella stessa seduta» e il suo «completamento in termini di valutazione è stato interrotto per essere proseguito dopo altre diverse sedute dedicate ad altri lotti».

(8-fine)